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Ema, commissione Ue in Olanda «Va verificato il rispetto dei tempi»

Arriva la prima frenata al procedimento di assegnazione ad Amsterdam dell’Agenzia per le medicine (Ema), che dovrebbe lasciare Londra dopo l’uscita dall’Ue a fine marzo 2019. La commissione Ambiente e salute dell’Europarlamento — in seguito a un accordo tra i principali gruppi politici — ha deciso di inviare d’urgenza una missione di verifica nella città olandese prima di votare sul trasferimento, il 12 marzo prossimo. L’obiettivo è controllare se possono essere rispettate le scadenze promesse per accogliere l’Ema in una nuova sede da costruire (Vivaldi building) e in un edificio temporaneo (Spark building).

La presidente della commissione Ambiente e salute, la rumena Adina-Ioana Valean, ha scritto una lettera al presidente dell’Europarlamento Tajani per ottenere già domani a Strasburgo il consenso formale della Conferenza dei presidenti dell’Assemblea Ue (composta dai leader dei gruppi politici). Ha proposto il «22 febbraio prossimo» per garantire poi un voto informato sulla scelta dei governi a favore di Amsterdam. Subito dopo la procedura, che dà all’Europarlamento poteri co-decisionali con i governi, prevede un secondo voto di tutti gli eurodeputati nella sessione plenaria.

La lettera di Valean motiva la missione con le recenti notizie che hanno aperto dubbi sul rispetto delle condizioni promesse dall’Olanda per il trasferimento da Londra. Tre diverse documentazioni erano state inviate dall’Aia al segretario generale della Commissione europea, l’olandese Alexander Italianer, responsabile della valutazione tecnica dei requisiti delle 19 città candidate per ospitare l’Ema. Al momento la costruzione del Vivaldi building di fatto non è iniziata. Lo Spark è stato criticato dal direttore italiano dell’Ema Guido Rasi.

«Vediamo quale sarà l’esito della missione della commissione poi il Parlamento sovrano deciderà», ha detto Antonio Tajani, ricordando che la scelta fatta dai governi è «politica» e «non diventa giuridicamente vincolante» senza l’approvazione degli eurodeputati «liberi di accettare o respingere». Una bocciatura a Strasburgo imporrebbe a Commissione europea, Consiglio dei governi ed Europarlamento di trattare una soluzione.

Gli eurodeputati di Fi, Pd, M5S e Lega hanno già contestato la decisione della Commissione europea di accettare di «segretare» il carteggio «Annex 1», inviato dall’Olanda per integrare la sua lacunosa proposta iniziale completata anche con una lettera di garanzia. Hanno annunciato interrogazioni urgenti per poter conoscere tutta la parte riservata e ottenere chiarezza sulla procedura seguita da Italianer. Ma l’istituzione presieduta da Jean-Claude Juncker ha confermato solo la segretazione concessa alla documentazione olandese, opponendo a Strasburgo un «no comment» ai tentativi di domande in conferenza stampa.

Intanto a Londra un consiglio di amministrazione straordinario dell’Agenzia delle medicine ha esaminato le nuove date indicate negli ultimi giorni dal governo olandese (Vivaldi pronto entro metà novembre 2019 e Spark disponibile dal gennaio 2019, mentre il primo doveva essere in parte costruito dall’1 aprile e completato entro settembre 2019).

L’Ema ha anche discusso i costi del trasloco ad Amsterdam. Secondo fonti comunitarie il governo dell’Aia avrebbe dovuto consegnare il dossier a Londra entro il 5 gennaio per consentire di valutare anche i costi aggiuntivi. Il ritardo e la delicatezza della situazione avrebbe così convinto l’Ema a darsi più tempo prima di prendere e comunicare una sua posizione.

Ivo Caizzi e Simona Ravizza

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