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Elkann, la cedola resta

L’assemblea degli azionisti di Exor è stata l’occasione per John Elkann, confermato per altri tre anni presidente e a.d., per fare il punto sulle partite in corso. Elkann ha subito messo in chiaro che la fusione tra Fiat Chrysler e la francese Psa non è in discussione, nemmeno dopo lo stop al dividendo ordinario di Fca che era parte dell’accordo: «I lavori per il progetto di fusione 50/50 stanno proseguendo secondo i piani e nei tempi previsti. La ragione strategica di questa combinazione delle due società e dei loro dipendenti è più forte che mai».

In serata, poi, interpellato da un analista sulle indiscrezioni riguardanti uno stop politico al dividendo extra da 5,5 miliardi di Fca, punto chiave dell’operazione transfrontaliera, Elkann si è così espresso: «L’accordo vincolante in essere per la fusione tra Fca e Psa prevede una componente di equity e una di cash affinché sia un merger 50/50. Il prestito (da 6,3 miliardi con garanzie pubbliche, ndr) è strettamente collegato all’industria dell’automotive in Italia, dove Fiat Chrysler ha una grande presenza. Tutti i meccanismi messi in moto sono a favore delle attività in Italia. La fusione procede». Un modo per sgombrare il campo dagli equivoci, escludendo la cancellazione o una variazione nel dividendo straordinario stabilito.

Elkann, parlando all’assemblea, ha spiegato che l’emergenza sanitaria «non ha certo reso le cose più facili per l’industria dell’auto, ma forse ne ha reso alcune più chiare. Siamo all’inizio di una nuova era di innovazione in questo settore, dovuto alla tripla rivoluzione dell’auto connessa, pulita e autonoma: le imprese e i paesi che agiranno con più decisione oggi per cogliere le opportunità di questa rivoluzione saranno quelle che avranno successo».

Ma il coronavirus ha pesato su un’altra grande azienda della holding attiva nel settore trasporti: «Suzanne Heywood è ceo facente funzioni di Cnh Industrial per risolvere il problema della guida operativa della società, ancora più necessario ora per l’emergenza Covid-19. Questo problema è, almeno in parte, all’origine dei deludenti risultati della società: il processo per identificare il nuovo ceo sta facendo progressi. Suzanne è riuscita a stabilizzare la società e, insieme alla sua squadra di manager, sta prendendo le decisioni giuste per affrontare le sfide poste dall’emergenza, lavorando anche alla separazione delle attività On e Off Highway».

Non è mancata, nel discorso rivolto agli azionisti, una rassicurazione sul futuro di PartnerRe dopo la rottura dell’accordo con Covéa, che non acquisirà più la società: «Manterremo la proprietà di PartnerRe, che ha dimostrato una grande resilienza durante l’emergenza Covid. Siamo riusciti ad acquisire la società dopo avere combattuto duramente e siamo determinati a sostenerne lo sviluppo. Non ci aspettiamo grossi impatti sulla società dovuti alla pandemia. In effetti, grazie ai suoi parametri di solidità patrimoniale, i più alti tra i suoi pari, e alla sua ampia liquidità, la società è posizionata molto bene per trarre vantaggio dalle attuali favorevoli condizioni di mercato nel settore della riassicurazione».

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