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Elkann apre al futuro di Stellantis: «Auto elettriche triplicate nel 2021»

John Elkann sceglie il “futuro” come tema centrale della lettera agli azionisti di Exor, la prima scritta in veste di primo socio di Stellantis. Lo fa ricordando una frase di suo nonno Gianni Agnelli che avrebbe festeggiato il suo centesimo compleanno il 12 marzo 2021: «Io amo il futuro e mi piacciono i giovani. La mia vita è stata tutta una scommessa sul futuro». Ma soprattutto lo fa elencando obiettivi, numeri e strategie future di ognuna delle partecipate della “sua” holding. Partendo da Stellantis, il colosso dell’auto nato dalla fusione di Fca con Psa e che secondo Elkann potrà giocare un ruolo da protagonista in una “mobilità” che sta cambiando ed è sempre più proiettata verso l’elettrico e la tecnologia. Per il quarto costruttore mondiale dell’auto Elkann annuncia vendite di vetture elettriche triplicate a fine 2021: «Grazie alla sua dimensione Stellantis potrà investire risorse per offrire ai suoi clienti nuovi prodotti grazie a un portafoglio di marchi rinomati. Inoltre, sarà in grado anche di aumentare significativamente la sua attuale gamma di modelli elettrificati: nel 2021, con 11 nuovi modelli ad alto voltaggio, prevediamo di quasi triplicare le nostre vendite globali di veicoli (Bev e Phex) da 139.000 a 400.000», annuncia agli azionisti della holding, ribadendo la centralità e la fiducia nel progetto Stellantis, una operazione che Sergio Marchionne «approverebbe». «Exor è il più grande azionista singolo di Stellantis ed è impegnata al massimo per contribuire al suo successo», sottolinea Elkann che si dice «onorato di esserne il presidente» insieme a Carlos Tavares al timone come amministratore delegato, perché a suo avviso Stellantis rappresenta «un’entusiasmante opportunità di plasmare il settore che i miei antenati hanno contribuito a creare e il cui spirito pionieristico ancora ci guida».

Il lusso è l’altra macroarea su cui si concentra il rappresentate della dinastia Agnelli. Qui la partecipazione di spicco è rappresentata da Ferrari che è anche l’azienda di maggior valore nel portafoglio di Exor. La ricerca dell’amministratore delegato che andrà a sostituire Louis Camilleri è in corso e «il consiglio di amministrazione sta facendo buoni passi avanti nel processo di selezione del leader giusto che guiderà Ferrari verso una nuova era e verso traguardi ancora più grandi», sottolinea Elkann. Ma il lusso, di recente ha visto nuovi investimenti per la holding, dall’ingresso in Shang Xia, che Exor punta ad accompagnare nel percorso di crescita per approfittare di un mercato come quello cinese che arriverà a valere 95 miliardi nel 2025, al più recente acquisto della partecipazione in Louboutin, nel cui futuro Elkann vede importanti opportunità. Completano il quadro delle partecipate il gruppo riassicurativo Partner Re, su cui il numero uno di Exor ribadisce la strategicità dopo il fallimento della vendita a Covea, e Cnh che ha chiuso il 2020 per la prima volta con una posizione finanziaria netta del business industriale positiva e che secondo Elkann nei prossimi anni ha concreti margini di miglioramento.

Ci sono poi infine gli investimenti di Exor Seeds, 250 milioni investiti in 42 startup tecnologiche e il capitolo dei fondi azionari gestito da Matteo Scolari che nel marzo 2021 ha raggiunto il traguardo di un miliardo di dollari di plusvalenze con un rendimento lordo in 4 anni del 174,4% in dollari . In proposito, si legge nella missiva, «Exor ha investito nel 2020 anche nei motori aerei Rolls-Royce», che vanno ad affiancare la partecipazione in Ocado e nelle miniere di platino. Exor, il cui Nav nell’anno della pandemia è salito del 13,1%, ha chiuso ieri in Borsa intorno alla parità a 72 euro.

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