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Elia alle Ferrovie, il quarto rinvio

Quattro convocazioni di assemblea in otto giorni, l’ultima ieri sera alle 19. E nessuna decisione. Diventa un caso la successione a Mauro Moretti, amministratore delegato uscente di Ferrovie dello Stato, ma intanto già approdato da altrettanti giorni alla guida di Finmeccanica. 
L’assemblea a questo punto è stata riconvocata per domani, dando la netta impressione che l’indicazione dei nuovi vertici sia finita in un’impasse . Politica. Una situazione difficile da comprendere, visto che lo Stato è l’unico azionista di Ferrovie, e dunque dovrebbe mettersi d’accordo solo con se stesso.
Eppure non può sfuggire che dalla successione di Moretti discendono molte conseguenze sull’assetto del settore ferroviario e soprattutto sul rapporto tra Fs e il principale concorrente nell’Alta velocità: la compagnia dei treni privati Ntv, fondata da Luca di Montezemolo, al quale il premier, Matteo Renzi ha affidato il ruolo di «ambasciatore» nel caso dell’acquisizione di Alitalia da parte della compagnia emiratina Etihad.
Il modo in cui il gestore della rete (Rfi), guidata dal 2006 da Michele Elia, «braccio destro» di Moretti, ha manovrato in occasione dell’entrata sul mercato di Ntv 7, ormai otto anni fa, ma anche successivamente, non ha mai convinto però l’attuale ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, dal quale la candidatura di Elia al ruolo di manager di Fs, è vista come problematica.
Ma sulla nomina di Elia ci sarebbe l’impegno assunto dal premier Matteo Renzi nei confronti dello stesso Moretti, nel momento del suo passaggio a Finmeccanica, oltre che l’apprezzamento personale per il manager pugliese. Che fare? Il ministro avrebbe ripiegato su una strategia di accerchiamento: se oggi nel cda ci sono due membri nominati dal suo ministero e tre dal Tesoro (tra cui ad e presidente), Lupi ne avrebbe richiesti altri due di propria nomina, in modo da ribaltare il rapporto interno a proprio favore. Questo riassetto però richiede di far decadere l’intero attuale consiglio, che non è in scadenza, e di nominare un nuovo board a sette componenti, con le maggiori spese che ne derivano per la liquidazione anticipata.
Cosa è successo ieri sera? In molti pensavano che, superato lo scoglio delle elezioni, sarebbe stata la volta di una «fumata bianca». Invece fonti vicine all’azienda spiegano che, pur rimanendo il nome di Michele Elia in pole position ( la rosa dei candidati esterni comprende Pietro Ciucci, ad di Anas, Domenico Arcuri, ad di Invitalia, e Flavio Cattaneo, ex ad di Terna), la discussione si sarebbe incagliata sugli altri nomi che dovrebbero andare a comporre il consiglio di amministrazione. Per la presidenza ieri traballava il nome di Anna Donati, già consigliere di amministrazione delle Fs dal ‘98 al 2001.
Il senatore del Pd, Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria a Palazzo Madama, ieri è tornato a chiedere al premier, il cui piglio decisionista è noto, una mediazione per dare al più presto una guida alle Ferrovie. E liberare Mauro Moretti del doppio impegnativo incarico.

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