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Elezioni forensi in un tunnel

Senza pace le elezioni degli ordini degli avvocati. Il Consiglio di stato ha infatti ripassato la palla al Tar sul regolamento elettorale, sollecitando la fissazione dell’udienza di merito. E ravvisando un contrasto tra la disciplina del nuovo ordinamento forense e il decreto ministeriale che regolamenta le elezioni in merito alla tutela delle minoranze. È quanto emerge dall’ordinanza pronunciata ieri da palazzo Spada, che ha accolto il ricorso n. 552 del 2015 proposto dall’Associazione nazionale avvocati italiani, guidata da Maurizio de Tilla, contro la precedente ordinanza cautelare del Tar Lazio, che invece non aveva riscontrato profili di illegittimità in merito al regolamento sulle modalità di elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi. Secondo il Consiglio di stato, invece, «appaiono condivisibili le censure che evidenziano il contrasto tra la disciplina dettata dalla legge n. 247 del 31 dicembre 2012 e il regolamento impugnato in merito alla tutela delle minoranze che, in un ente pubblico di carattere associativo, ben rifluiscono sui temi dell’imparzialità dell’amministrazione, di cui all’art. 97, comma 2 della Costituzione». Proprio ai fini della tutela di questi principi, secondo l’ordinanza «pare praticabile un’interpretazione in cui il limite di voti di cui all’art. 28, comma 3, della legge n. 247/2012 sia da considerarsi insuperabile, ferma restando la possibilità di prevedere modi di espressione delle preferenze ulteriori tese a salvaguardare le differenze di genere, come nel sistema già vagliato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 4 del 14 gennaio 2010». Ancora, a parere del Consiglio di stato, «le esigenze cautelari vantate dalle parti appellanti ben possono essere tutelate, anche in considerazione del diverso sviluppo delle fasi procedimentali nelle diverse sedi e delle già avvenute elezioni». Quindi, palazzo Spada accoglie l’istanza cautelare in primo grado ai fini della sollecita fissazione dell’udienza di merito, ai sensi dell’art. 55, comma 10, del codice del processo amministrativo, trasmettendo l’ordinanza al Tar. Ricordiamo, infine, che le operazioni elettorali si sono già svolte in molti Coa e in altri si tengono proprio in questi giorni, tra fine febbraio e inizio marzo. «È evidente», commenta il presidente Anai, Maurizio de Tilla, «che le maggioranze di genere possono essere rafforzate solo nell’ambito della votazione limitata ai due terzi». A parere di Ester Perifano, «il Consiglio di Stato sposa in pieno la nostra tesi, ovvero il contrasto del regolamento con la legge di riforma forense inerente la tutela delle minoranze. Il Cds , opportunamente, invita il Tar a decidere, ovvero ad assumersi le proprie responsabilità».

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