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Elettricità e treni, la partita delle tre Ansaldo e le scelte di Moretti nel duello europeo

L’esito, comunque vada a finire l’offerta di acquisto Usa sulla francese Alstom, innescherà un sostanziale rimescolamento di carte nei rapporti tra i principali produttori, che rimettono in gioco le aziende italiane in cerca di prospettive. In particolare sono coinvolte Ansaldo Breda (treni e metropolitane), Ansaldo Sts (segnalamento ferroviario) e Ansaldo energia (centrali elettriche). Le prime due fanno capo a Finmeccanica, la terza è passata nei mesi scorsi al Fondo strategico italiano, della Cassa depositi e prestiti.
La partita è soltanto all’inizio, con effetti imprevedibili anche dagli addetti ai lavori. Il governo francese è abituato a essere protagonista delle scelte di politica industriale ma non è ancora chiaro come condizionerà le scelte finali su Alstom, forte nelle centrali elettriche ma anche nel ferroviario. Poi andrà definito il ruolo della principale concorrente europea, la tedesca Siemens. Senza contare, altra variabile, la reazione di gruppi come i canadesi di Bombardier nei treni oppure di società asiatiche, come i colossi cinesi e la sudcoreana Doosan, da tempo interessata all’Ansaldo energia.
La possibilità è che, come reazione all’offerta di Ge, i governi francesi e tedesco promuovano la nascita di un polo europeo Alstom-Siemens delle turbine elettriche. In questo caso gli americani potrebbero valutare scenari alternativi. Oppure, se General Electric avrà via libera, Siemens sarà spinta verso contromosse per rafforzare le posizioni, magari puntando sull’Italia. Di sicuro, in questa fase, entrambi i mercati sono caratterizzati da una forte sovracapacità produttiva, che spinge verso aggregazioni.
In più l’eventuale coinvolgimento di Ansaldo energia nasce dall’opportunità di giocare d’anticipo perché la società rappresenta il trampolino di lancio ideale per un gruppo asiatico interessato ai mercati europei e al Nord Africa. Questo significa che, per esempio, Siemens potrebbe muoversi per evitare una doppia concorrenza: da una parte la potenza consolidata di Ge, rafforzata grazie all’acquisto di Alstom, e dall’altra l’aggressività della concorrenza asiatica, con testa di ponte l’Ansaldo energia.
Uno scenario simile riguarda l’industria ferroviaria. Nello specifico la possibilità è che General Electric finisca per conquistare la parte energia di Alstom, mollando la presa sui treni e consentendo a Hollande di spingere verso la nascita di un polo francese delle attività ferroviarie, che nascerebbe integrando la parte Alstom con Thales, forte nel segnalamento. E proprio quest’ultima è tra i candidati che si sono fatti avanti per Ansaldo Breda e Ansaldo Sts.
L’ultima incognita, oltre all’Antitrust Ue, riguarda il nuovo amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti, (foto ) che assumerà l’incarico tra un paio di settimane. Confermerà la scelta strategica del predecessore, Alessandro Pansa, che, di fronte al profondo rosso dei treni, voleva la vendita delle Ansaldo? Oppure deciderà la svolta puntando sul risanamento, magari con una alleanza internazionale? Difficile però che possa trattarsi di Alstom, che in Italia è partner di Ntv, il concorrente delle Fs, e le cui incomprensioni con Moretti risultano di vecchia data.

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