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Electrolux, spunta un partner per Porcia

Ma nella seduta di trattative di ieri a Mestre tra azienda e sindacati è emersa un’importante novità: i dirigenti della multinazionale svedese hanno informato le controparti dell’interessamento concreto di un imprenditore italiano ad avviare un’iniziativa di reindustrializzazione a Porcia e a farsi carico dell’assunzione di 150 dipendenti attualmente in forza all’Electrolux. L’azienda non ha voluto per il momento fare il nome dell’imprenditore e anche per questo motivo non è stato facile arrivare in serata alla stipula di un vero e proprio accordo che chiudesse la vertenza. Se non altro per scaramanzia, visto che negli anni passati precedenti annunci di reindustrializzazione di aree Electrolux prima a Firenze e poi in Friuli Venezia Giulia non si erano concretizzati, i sindacalisti avrebbero preferito chiudere la trattativa con la supervisione del ministero dello Sviluppo economico (Mise). Il rinvio di 48 ore dovrebbe servire proprio ai necessari approfondimenti tecnici e a raccordare il tavolo di Mestre con quello di Roma.
Con l’eventuale riassorbimento di 150 esuberi la conclusione della vertenza dovrebbe essere spianata anche sulla base degli impegni presi dai soggetti pubblici e che vale la pena ricordare. Nel decreto Poletti sul lavoro è prevista la decontribuzione dei contratti di solidarietà portata dal 25 al 35%, il Mise ha stanziato incentivi per la ricerca al fine di posizionare più in alto i prodotti Electrolux e la Regione Friuli Venezia Giulia si è impegnata a ridurre l’Irap di sua competenza. Non è poco. L’eccedenza di manodopera in totale è stimata dall’azienda a 800 unità di cui però 300 potrebbero essere smaltite in maniera indolore con pensionamenti e dimissioni incentivate. In più Electrolux ha fatto sapere di aver ricevuto nuove commesse e quindi di aver rivisto al rialzo i programmi produttivi degli stabilimenti. Alla fine per quanto riguarda Porcia, l’impianto più a rischio, gli esuberi sarebbero 280 (detratti i 150 destinati ad essere reimpiegati). In definitiva pur non avendo la trattativa risolto il rebus da cui si era partiti (la differenza di costo del lavoro tra Polonia e Pordenone), ci sono speranze che la vertenza possa chiudersi senza vincitori né vinti l’8 maggio o giù di lì. Fare previsioni sul lungo periodo è difficile per chiunque e quindi il futuro di Porcia resterà in bilico, anche se solo sottotraccia. Si spera poi che la ripresa dei consumi possa in qualche modo giocare un ruolo positivo per la seconda parte del 2014 e per l’intero 2015.

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