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Egea meno emissioni, più sviluppo

Il percorso verso la sostenibilità porta alla crescita. Lo provano i risultati di Egea, la multiutility di Alba, che perfino nell’annata dell’emergenza pandemica ha messo a segno un utile in crescita del 2,3%, a più di 6 milioni, e un Ebitda in aumento del 9,5%, a 37 milioni. Anche gli investimenti nel 2020 sono saliti del 35%, raggiungendo quota 47 milioni e concentrandosi sul miglioramento della qualità delle reti, sul teleriscaldamento e sulle fonti rinnovabili.

Il valore della produzione, pur risentendo del crollo dei prezzi dell’energia e dei consumi delle aziende nel periodo del Covid-19, risulta stazionario con una lieve flessione, a quota 927 milioni.Progetti

In quest’annata difficile, Egea «ha proseguito il percorso verso la transizione energetica e la decarbonizzazione», sottolinea PierPaolo Carini, amministratore delegato e principale azionista della società, che aggrega nel suo azionariato circa 300 soci, fra enti pubblici e imprese private. Oltre alle vendite di energia elettrica e gas, nel 2020 Egea si è concentrata soprattutto sugli interventi di efficienza energetica incentivati dall’ecobonus, sullo sviluppo delle comunità energetiche e sull’ampliamento degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.

I progressi della multiutility di Alba sul fronte della sostenibilità sono stati registrati anche del report del Financial Times «Europe‘s Climate Leaders 2021», realizzato dall’istituto di ricerche tedesco Statista, nel quale Egea si è piazzata 86esima tra le 300 aziende europee (su 4.000 analizzate) più sensibili al tema della sostenibilità.

«Di queste trecento aziende, purtroppo, solo dieci sono italiane e all’interno di questo gruppo ristretto Egea si colloca al primo posto tra le utilities presenti», spiega Carini. In testa alla classifica figura il gruppo di moda britannico Superdry, che è riuscito a tagliare le proprie emissioni di CO2 del 51,9% nell’arco del periodo 2013-2019. Il secondo gradino del podio è dell’italiana Fastweb, mentre all’85esimo posto, subito prima di Egea, si è piazzata Unicredit.

Nel quinquennio preso in esame Egea è riuscita a ridurre le sue emissioni del 17,3%, piazzandosi meglio di Enel (-10,1%) e di A2a (-4,7%). «Per noi è stata una bellissima sorpresa, anche perché si tratta di un riconoscimento che ci arriva attraverso una ricerca di una società tedesca indipendente e riconosciuta da una delle più autorevoli testate a livello internazionale come il Financial Times —, commenta Carini —. Questo riconoscimento ci ripaga per il grande lavoro portato avanti da tutte le persone di Egea sul fronte della sostenibilità».

Un lavoro che continua anche in prospettiva, con oltre 350 milioni di investimenti previsti nell’arco del piano industriale 2020-2025 e una crescita prevista del fatturato a 1,5 miliardi entro il 2025.

Gli obiettivi sono sempre riduzione delle emissioni, massima efficienza, minori consumi, abbandono progressivo ma rapido delle fonti fossili e produzione di energia da fonti rinnovabili, mobilità elettrica, produzione di biogas e non ultima una gestione attenta delle reti e degli impianti. Fra i progetti più attuali, il nuovo impianto idroelettrico da 400 kilowatt sulla Dora Riparia. È prevista in crescita anche la storica attività di teleriscaldamento del gruppo, a partire dalla messa a regime del nuovo impianto di Alessandria.

Oggi Egea può vantare 25 tra impianti fotovoltaici, centrali idroelettriche e impianti di biogas, ma gli impianti a fonti rinnovabili sono destinati a superare quota 30 entro pochi mesi. «Nell’affrontare questo percorso lungo i tre assi strategici della svolta sostenibile, dell’innovazione digitale e dello sviluppo inclusivo, Egea potrà contare anche sulle importanti risorse messe a disposizione nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in armonia con il piano europeo Next Generation Eu», fa notare Carini. Sono questi i temi che la multiutility sta già portando avanti nell’ambito degli eventi in corso lungo tutto il 2021 per Alba Capitale della Cultura d’Impresa, come uno dei protagonisti della cultura d’impresa locale e nazionale.

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