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Efsf, l’impegno per Atene è di 200 miliardi

di Isabella Bufacchi

Fortuna che l'Efsf, l'unico fondo di stabilità dell'Eurozona al momento funzionante in attesa del decollo del fondo permanente Esm, è riuscito a mantenere il rating "Aaa" di Moody's con prospettive "stabili" dopo la perdita della tripla "A" di S&P. Questo fondo salva-Stati, che sostiene finanziariamente già da oltre un anno Portogallo e Irlanda, deve poter contare sulla "AAA" (Moody's e Fitch) per spuntare costi di raccolta competitivi e contenuti in vista del salvataggio della Grecia. A conti fatti, tra operazioni "virtuali" e reali l'Efsf potrebbe intervenire per conto degli Stati dell'Eurozona, nel secondo pacchetto di aiuti ad Atene per un importo complessivo tra 180 e 220 miliardi. Finora non c'è nulla di definitivo, ma la bozza della formula finale è imbastita.
Il ruolo dell'Efsf nel salvataggio della Grecia sarà multiforme perchè, diversamente da quanto è accaduto per Portogallo e Irlanda, nel caso greco è prevista assieme al bail-out la ristrutturazione del debito pubblico con uno swap su 200 miliardi di valore nominale di titoli di Stato. L'Efsf dovrebbe intervenire nello scambio tra vecchi e nuovi bond, sostenere la ricapitalizzazione delle banche greche, garantire gli asset greci declassati utilizzati come collaterale presso la Bce e aiutare direttamente lo Stato greco con erogazione di prestiti. Non da ultimo, potrebbe acquistare i titoli detenuti da Eurotower.
Dei 130 miliardi (o forse più) del secondo pacchetto di aiuti alla Grecia, l'Efsf per conto dell'Eurozona si farà carico – come stabilito dal Consiglio Europeo di luglio – del contributo da 30 miliardi di denaro "pubblico" nello swap con i privati: il cosiddetto "sweetner", la quota versata cash per invogliare i sottoscrittori a partecipare alla ristrutturazione del debito pubblico greco. Fatto 100 il valore facciale del bond, i privati perderanno il 50% (haircut) e riceveranno i rimanenti 50 ripartiti indicativamente in nuovi titoli di Stato greci (una quota pari a 35) e il rimanente in contanti(15): dei 100 miliardi recuperati dai privati, 70 miliardi saranno in nuovi titoli greci a scadenza extra-lunga e 30 miliardi in cash. Questi ultimi potrebbero essere versati, stando a fonti bene informate, non in contanti ma in Efsf-bond con scadenza a uno e due anni. L'Efsf si rifinanzierà con operazioni a breve termine e roll-over: nel corso di 24 mesi rimborserà i bond e gli investitori avranno i contanti.
Al pacchetto da 130 miliardi dunque vanno sottratti questi 30 dello sweetner. Una quota dei 100 servirà a ricapitalizzare le banche greche, a rafforzarle dopo l'haircut sui titoli che ne provocherebbe il fallimento: un aiuto stimato tra 23 miliardi e 30 miliardi. L'Efsf in questo caso interverrebbe dando alla Grecia l'importo necessario, non in contanti ma anche questa volta tramite Efsf-bond: i titoli verranno trasferiti dallo Stato alle banche greche come collaterale per ottenere nuovi finanziamenti a basso costo presso la Bce. Da 100 si scende quindi a 75 miliardi: questo importo rappresenta il secondo pacchetto di aiuti dall'Eurozona e dall'Fmi alla Grecia. Non basta. Vanno aggiunti i 35 miliardi non ancora erogati nel primo pacchetto, che secondo gli addetti ai lavori restano disponibili. L'importo complessivo torna così a quota 110 miliardi (75 + 35): questo aiuto potrebbe essere ripartito per un terzo al Fondo monetario (30 miliardi) e due terzi all'Eurozona (80 miliardi). L'ottantina di miliardi di prestiti previsti come aiuto dagli Stati della zona dell'euro alla Grecia verrà sborsata dall'Efsf, seguendo la procedura già collaudata per Portogallo e Irlanda.
L'Efsf potrebbe fare di più. In aggiunta allo sweetner (30 miliardi), alla ricapitalizzazione delle banche greche (23-30 miliardi) e ai prestiti (80 miliardi), questo fondo salva-Stati dovrebbe intervenire temporaneamente per risolvere un problema di collaterale con la Bce nel caso in cui, dopo la ristrutturazione del debito greco, la Grecia e le banche greche dovessero essere declassati a livello di "D" (default) oppure "SD" (selective default) anche solo temporaneamente. Se la Bce avesse difficoltà ad accettare titoli con il rating "D" o "SD", l'Efsf darà i suoi bond a garanzia fino a 35 miliardi. Questa operazione ha una natura temporanea perchè durerà fino a quando le agenzie di rating non avranno rimosso i rating "D" o "SD".
Per centrare l'obiettivo di un debito/Pil al 120% (125%) nel 2020, il salvataggio potrebbe avere bisogno di altri 15 miliardi, oltre ai 130 iniziali. È allo studio un'operazione che coinvolge i 40-45 miliardi di titoli di Stato greci acquistati dalla Bce nel Securities markets programme. L'Efsf potrebbe acquistarli alla pari, dando in cambio i suoi Efsf-bond: la Bce ricaverebbe un profitto (avendo acquistato i bond sul secondario a prezzi ben sotto la pari) per trasferirlo agli stati dell'Eurozona che a loro volta lo riverserebbero nelle casse greche per abbattere di quell'importo lo stock del debito pubblico. Non da ultimo, spetterà all'Efsf tirar fuori 5,7 miliardi che la Grecia dovrà pagare in forma di interessi su alcune categorie di vecchi titoli di Stato. La somma di tutti questi interventi targati Efsf, tra emissioni di bond, di garanzie e versamenti in contanti, supera i 220 miliardi.

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