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Effetto Trump in borsa

È stata una seduta a due velocità per piazza Affari. Il Ftse Mib, dopo un avvio positivo, fino a toccare un massimo a 22.987 punti, ha frenato e, dopo una breve parentesi sotto la parità, ha chiuso in leggero rialzo (+0,03% a 22.736). Pesante Londra (-1,75%), seguita da Parigi (-1,03%), mentre ha resistito Francoforte (+0,19%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq cedevano rispettivamente l’1,33 e lo 0,97%.

A influire negativamente sono state ancora una volta le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sul commercio: «Credo che sia meglio attendere fino a dopo le elezioni per siglare un accordo con la Cina». L’inquilino della Casa Bianca ha inoltre parlato di eventuali dazi per 2,4 miliardi di dollari (2,16 mld euro) nei confronti della Francia, in risposta alla nuova tassa sui servizi digitali decisa da Parigi.

I rendimenti dei titoli di stato dell’Eurozona hanno chiuso in calo nella scia dell’avversione al rischio legata alle incertezze commerciali, ma il costo del decennale italiano è salito e lo spread con il Bund si è allargato di 2 punti a 164. «Il Btp ha continuato a fare i conti con le turbolenze create nell’esecutivo dal dibattito sulla riforma del Mes», osserva Giuseppe Sersale, di Anthilia Capital Partners. «A questo punto un rinvio dell’approvazione, prevista per la settimana prossima, non è affatto da escludere e, anche se sembra improbabile che il governo Conte cada, un rimbalzo del sentimento antieuropeo nell’elettorato può costituire una fonte di disturbo per un esecutivo già fragile». Sul differenziale ha pesato anche il fatto che questo è il periodo dell’anno «che rende gli operatori lesti a proteggere le performance liquidando».

A Milano ben comprata Ferrari (+1,96% a 151,10 euro) dopo che Goldman Sachs ha alzato il prezzo obiettivo da 164 a 170 euro confermando la raccomandazione buy. Giù, invece, i titoli finanziari: Azimut H. -2,51%, Ubi -1,34%, Intesa Sanpaolo -1,14%, Banco Bpm -1,01%, Unicredit -0,45%. Ha spiccato il volo Gedi (+60,21% a 0,455 euro), che si è posizionata a ridosso del prezzo dell’offerta di Exor (+0,85%) a Cir (-7,82%) per la quota nella società, pari a 0,46 euro. Su Aim Italia sono proseguiti gli acquisti su Innovatec (+3,37%).

Nei cambi, l’euro è terminato in progresso sul dollaro a 1,1079 dopo un massimo di seduta a 1,1088. Per le materie prime, quotazioni petrolifere poco mosse, con il Brent a 60,95 dollari e il Wti sul filo di 56 dollari. Sono tornati gli acquisti sull’oro dopo le forti vendite accusate recentemente: il metallo giallo balzava di 16 dollari a 1.480.

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