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Effetto regole, calano i derivati «Otc»

La regolamentazione internazionale, che mira a rendere più trasparenti i derivati, sembra stia iniziando a produrre effetti anche in Italia: secondo l’ultima rilevazione di Bankitalia sui 6 maggiori istituti di credito della Penisola, i derivati over the counter (quelli scambiati fuori da qualunque listino regolamentato) sono diminuiti nei bilanci delle banche del 15,5% nel secondo semestre del 2014. Il valore nozionale dei derivati in “pancia” alle banche italiane è infatti passato da 8.156 miliardi di dollari di giugno a 6.890 miliardi di dicembre. Il calo si registra in tutto il mondo (-8,8%), ma in Italia è ben più marcato.
Bankitalia nella rilevazione non spiega il motivo di questo drastico ridimensionamento dei contratti over the counter (in sigla Otc). È però altamente probabile che non si tratti di un calo vero e proprio, se non in minima parte, ma piuttosto di un “travaso”: molti derivati stanno infatti passando dai mercati over the counter (cioè non regolamentati e poco trasparenti) a listini regolamentati. Dato che la rilevazione di Bankitalia riguarda solo quelli Otc, il calo può essere semplicemente il risultato di questo travaso. «Le recenti normative internazionali favoriscono lo spostamento dei derivati su piattaforme regolamentate – spiega l’avvocato Silvia Morlino, esperta in materia -. Questo movimento è l’effetto sia del regolamento Emir sia di Basilea 3, che chiede alle banche requisiti di capitale più bassi a fronte di derivati quotati su piattaforme regolamentate».
Per capire come è nata questa regolamentazione più restrittiva, bisogna fare un passo indietro. Dopo la crisi del 2008 si è capito che il mercato dei derivati, che nel mondo valeva circa 10 volte più del Pil, era troppo grande e troppo poco trasparente. Lo stesso finanziere Warren Buffett definì i derivati «armi di distruzione di massa». Per questo sono state emanate varie normative internazionali con l’obiettivo di portare i derivati il più possibile su piattaforme regolamentate e su controparti centrali. Ebbene: si iniziano a vedere gli effetti di queste norme. Secondo i dati della Bri, i derivati over the counter sono passati nel mondo intero da 710mila miliardi di dollari di fine 2013 a 630mila miliardi di dicembre 2014 (-11% in un anno). L’Italia si inserisce dunque in questo trend. Calano nei bilanci bancari i derivati su cambi (-10,8% da giugno a dicembre 2014), su tassi (-16,1%), su azioni e merci (-18,3%) e diminuiscono anche i Cds (-16,8%). La speranza è che questo travaso renda un po’ meno distruttive queste «armi di distruzione di massa». Ma, soprattutto, l’auspicio è che non si tratti solo di «maquillage».

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