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Effetto mini-tassi, Snam colloca un bond allo 0,069%

Non più solo titoli di Stato: l’onda lunga dei mini-tassi guadagna terreno anche tra le obbligazioni societarie. Ieri un bond a cinque anni del gruppo Snam ha strappato, durante il collocamento, il micro-rendimento dello 0,069%. L’azienda — includendo anche l’emissione a 15 anni con un rendimento dell’1,13% — ha raccolto 1,1 miliardi di euro, a fronte di una domanda da parte degli investitori di 2,7 miliardi.

Dopotutto, caratteristiche di Snam a parte, ieri è stata una giornata particolare per tutto il mercato obbligazionario europeo: non solo per l’effetto del nuovo governo italiano — con lo spread italo-tedesco sempre intorno a quota 150 (meno della metà dei livelli di ottobre scorso) — ma anche perché le emission di bond in Europa hanno superato dall’inizio dell’anno il livello di mille miliardi si euro. Non era mai successo che la soglia a 13 cifre fosse raggiunta così presto nel corso dell’anno, in una giornata che ha visto diversi corposi collocamenti, dalle settore delle telecomunicazioni all’immobiliare. Le aziende approfittano quindi dei mini-tassi, magari in vista anche di possibili nuove tensioni sui mercati, a cominciare dalla Brexit.

In totale in Europa il costo medio del debito ad alto rating («investment grade») viaggia da diversi giorni su livelli record, sotto il tetto dello 0,3%, secondo le rilevazioni dell’indice Bloomberg Barclays.

Tornando a Snam, l’emissione di ieri in due tranche «consente di ridurre ulteriormente il costo dell’indebitamento e di allungarne la vita media», ha commentato l’amministratore delegato Marco Alverà. La società ha stimato che a fine 2019 la «maturity» media del debito a medio-lungo termine cresca di 0,7 anni circa per superare quota 5,5 anni. L’emissione a 15 anni, secondo i riscontri degli analisti, rappresenta il più basso coupon (all’1%) mai raggiunto da una «corporate» italiana su quella durata e il primo dopo 5 anni.

Le obbligazioni di entrambe le tranche saranno quotate alla Borsa del Lussemburgo. Il collocamento, destinato agli investitori istituzionali, è stato organizzato e diretto, come joint bookrunner, da Banca Imi, Barclays, Bnp Paribas, BofA Merrill Lynch, Citi, Goldman Sachs, Jp Morgan, Mizuho, Morgan Stanley, NatWest, Société Générale e UniCredit.

Tra le altre operazioni di ieri c’è quella di Fca Bank, joint venture tra Fca Italia e Crédit Agricole Consumer Finance, che ha collocato un prestito a cinque anni per 850 milioni di euro, raccogliendo anch’essa ordini ben superiori, per un importo di circa 2,2 miliardi.

Giovanni Stringa

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