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Effetto mediazione sulle liti fiscali

La mediazione per le liti tributarie sta funzionando. Operativa (di fatto) dal mese di settembre, la conciliazione per le controversie sotto i 20mila euro, ha prodotto già 27mila domande di cui oltre la metà (14mila) sono già state trattate. Tra queste nel 51% dei casi si è ottenuto un risultato positivo, mentre per un altro 25% l’amministrazione finanziaria ha formulato una proposta ed è in attesa di ricevere la risposta del contribuente. Contestualmente nei primi nove mesi del 2012 i ricorsi alle commissioni tributarie provinciali sono diminuiti, anche per effetto del nuovo istituto, del 25 per cento.
Il bilancio provvisorio sulla procedura obbligatoria di reclamo/mediazione è stato tracciato ieri dal direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera, intervenuto al IX convegno nazionale sulle Garanzie e tutele sociali organizzato ieri presso l’Università Bocconi dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano. Befera ha messo in risalto come la mediazione tributaria – dopo una doverosa fase sperimentale – debba essere estesa e rafforzata, «perché consente di risolvere alla radice i conflitti e garantisce a tutte le parti coinvolte di risparmiare tempo e risorse».
Nel corso della tavola rotonda dedicata all’«Etica nell’utilizzo del prelievo e nella spesa pubblica», il direttore delle Entrate ha anche affrontato altri temi caldi, dalla riscossione dei tributi locali al redditometro.
Sul passaggio della riscossione da Equitalia agli enti territoriali auspicata dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, presente all’incontro («la riscossione coattiva non dovrebbe essere indiscriminata e dovrebbe saper coniugare rigore ed equità soprattutto nei confronti di quei contribuenti che non pagano perché sono in difficoltà e non perché sono delinquenti», ha detto Pisapia), Befera ha voluto sottolineare come l’ente territoriale non si troverà in condizioni dissimili dalla società di riscossione pubblica nazionale. «L’ente territoriale – ha spiegato – non avrà autonomia nella riscossione nel senso che i Comuni dovranno attenersi alle stesse regole legislative che segue Equitalia. E devo dire che non è così semplice distinguere caso per caso gli evasori da chi non paga le imposte perché si trova in uno stato di necessità. Quanto all’aggio del 9%, che dall’anno prossimo scenderà all’8, diventando una sorta di rimborso spese, abbiamo scoperto di recente che alcuni Comuni avevano concesso commissioni sulla riscossione pari al 30%». Su un punto Befera e Pisapia si sono trovati d’accordo e cioè sul fatto che non andranno disperse le competenze maturate in questi anni dal personale di Equitalia che andrebbero assorbite dai Comuni.
Il debutto del redditometro, invece, ci sarà il prossimo 20 novembre (il 19 il nuovo strumento verrà presentato alle categorie). «Il redditest che metteremo a disposizione dei contribuenti – ha chiarito Befera – non è un misuratore della ricchezza o delle spese superflue, ma un modello di coerenza fra redditi dichiarati e le spese sostenute. Ora, i contribuenti non dovranno temere che i dati che immetteranno saranno visti dall’Agenzia. Saranno prese in considerazione le spese certe, quelle pluriennali e le spese residue calcolate secondo gli indici Istat che tengono conto delle aree provinciali e di almeno 10 tipologie di famiglie. Con il semaforo rosso, i contribuenti dovranno decidere il da farsi. Potrebbero anche decidere di non fare nulla se per esempio hanno redditi da capitale o redditi esenti che li rimettono in linea. Gli accertamenti da redditometro, con due fasi di contraddittorio, scatteranno dal 2013».

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