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Effetto lockdown, il Pil tedesco torna a scendere

Le misure di contenimento del rischio pandemia adottate in Germania dalla Cancelliera Angela Merkel nei mesi scorsi hanno avuto un duro impatto sull’economia di Berlino. Secondo l’ufficio statistico tedesco Destatis l’economia del Paese nel primo trimestre del 2021 ha subito una contrazione superiore al previsto e pari all’1,8% rispetto al quarto trimestre del 2020. Il lockdown ha dunque prodotto un nuovo calo del Pil ma il miglioramento della situazione generale ha spinto al rialzo l’indice Ifo, uno dei principali indicatori della fiducia e del «sentiment» delle imprese salito a maggio al 99,2 a fronte di stime che lo vedevano a quota 98. L’indice Ifo ha così recuperato il livello del maggio 2019 e lo stesso indice sulle aspettative future indica un livello di 102,9.

Resta il fatto che nel primo trimestre il Pil della principale economia dell’eurozona ha registrato un calo superiore alle stime, che indicavano un arretramento dell’1,7%. Lo scorso anno il Pil era crollato del 3,4% nello stesso periodo di riferimento ma all’epoca la pandemia aveva da poco iniziato a diffondersi su larga scala. Oggi, nel nuovo clima di fiducia generato dai progressi della campagna vaccinale e dalle prospettive di un esaurirsi della crisi sanitaria «le imprese sono invece più tranquille sulla situazione corrente e guardano con maggiore ottimismo all’evoluzione dei prossimi mesi», si legge nel rapporto dell’indice Ifo. «Anche se le nuove varianti del Coronavirus e la “disruption” che ha colpito la catena del valore potranno ancora danneggiare il settore manifatturiero tedesco l’outlook generale dell’economia è in via di miglioramento», ha commentato il capo economista di Ing Carsten Brzeski. «Nelle nostre stime i consumi delle famiglie e il settore delle costruzioni saranno i principali motori della ripresa nel secondo trimestre», ha sottolineato.

Intanto, dopo l’allarme inflazione del mese scorso, dagli Stati Uniti giungono dati macroeconomici deludenti. La fiducia dei consumatori americani, misurata dal Conference Board, è calata in maggio a 117,2, sotto le stime degli analisti, mentre le vendite di case nuove in aprile sono diminuite del 5,9%.

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