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Effetto grandi clienti sui conti di Fideuram

Superano i 190 miliardi le masse di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private banking. Alla raccolta netta, in crescita di 5,9 miliardi su fine 2015, nel terzo trimestre si è ridotto il freno dei mercati finanziari che aveva condizionato la prima parte dell’anno: al 30 settembre, così, le masse hanno toccato i 192 miliardi, il 2% in più del 21 dicembre 2015 (188,9 miliardi), contribuendo in misura determinante a raggiungere con un anno di anticipo gli obiettivi di gruppo sul risparmio gestito, che in meno di tre anni ha toccato i 69 miliardi di flussi netti.
Se la raccolta cresce, a farlo più rapidamente è quella derivante dai clienti con grandi patrimoni, a cui la divisione a marzo ha deciso di dedicare cinque boutique specializzate: al 30 settembre le masse dei clienti con patrimoni superiori ai 10 milioni erano pari a 33 miliardi, con un saldo netto del 3,4% rispetto a fine 2015. Un terreno, quello high net worth individuals, su cui è stato determinante il lavoro congiunto delle due anime della divisione, cioè Fideuram e Intesa Private banking: a cinque trimestri dalle nozze, nei fatti un passo non facile, l’ad Paolo Molesini si dice «più che soddisfatto» dell’affiatamento crescente tra il mondo dei promotori e quello dei private bankers. «Stiamo valorizzando le specificità di entrambi», spiega Molesini: «La rete di Isp Pb era storicamente più focalizzata sulla gestione degli asset dei clienti e quella di Fideuram sulla qualità della relazione, ora proponiamo un modello di servizio ancora più efficace e i numeri lo dimostrano».
Sui 9 mesi l’utile netto è di 585 milioni (-2%) e il cost/income al 31%, per una rete che oggi conta 5.879 promotori (33 in più da gennaio) con un portafoglio medio di 33 milioni. Per la divisione, e in particolare per un gruppo che sempre più si affida ai ricavi da wealth management, assumono particolare rilevanza le commissioni: 1,1 miliardi quelle nette (oltre il 20% del dato di gruppo), il 2% in più sul 2015. Il trend, assicura Molesini, è sostenibile. «Per noi, così come per tutto il mercato del private banking, le potenzialità di crescita sono enormi: fino a quando i portafogli medi degli italiani continueranno a performare peggio del mercato, come accade ora, significa che c’è bisogno di più consulenza». La chiave è nella multicanalità e qui la società in primavera ha lanciato la piattaforma Alfabeto, che consente ai promotori di disporre di un portale invidivuale da cui seguire direttamente movimenti e pratiche dei propri clienti.

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