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Effetto Fed sulle valute, boom di volatilità

Le mosse della Fed si confermano il principale motore dei mercati finanziari. Quelli europei, che alla pubblicazione del comunicato ufficiale nel tardo pomeriggio di mercoledì erano chiusi, hanno reagito positivamente alle indicazioni della Banca centrale Usa. L’intenzione di voler rialzare i tassi di interesse con gradualità, e solo in coincidenza con un miglioramento più sostenuto di inflazione e mercato del lavoro, è stata interpretata come foriera di tempi più lunghi per la stretta monetaria. Questa notizia ha avuto ripercussioni forti soprattutto sul mercato valutario. La volatilità sul cambio euro-dollaro – segnala Bloomberg – è ai massimi da tre anni e i movimenti registrati nelle ultime due sedute lo dimostrano ampiamente. 
L’altro ieri, dopo il comunicato della banca centrale Usa, l’euro ha registrato uno spettacolare rialzo del 2,5% (in controtendenza rispetto alla svalutazione del 23% dell’ultimo anno). Ieri questo rally si è riassorbito. Da un picco oltre 1,09 dollari la moneta unica è ritornata sotto la soglia di 1,07. Vita corta ha avuto anche il balzo delle materie prime. Oro e petrolio, che avevano reagito con una fiammata al rialzo alle indicazioni della Fed di mercoledì sera ieri hanno invertito la rotta (vedi approfondimento a pag. 41).
Dopo le prese di profitto delle ultime sedute sono ripresi gli acquisti sui titoli di Stato. Tutti i principali bond governativi hanno registrato flessioni dei tassi. In particolare quelli dei Bund che ieri hanno toccato un nuovo minimo storico allo 0,18 per cento. In calo anche i rendimenti dei BTp anche se, proprio a causa dei forti acquisti sui Bund, il differenziale di rendimento (spread) si è mantenuto oltre la soglia dei 100 punti.
Unica eccezione si conferma la Grecia. I rinnovati timori di un’uscita del Paese dalla moneta unica (per la crisi di liquidità e per le incomprensioni con i partner europei) hanno fatto impennare i tassi dei titoli greci (il bond triennale viaggia oltre il 23%) e affossato la Borsa di Atene (-1,92%).
Sugli altri listini il saldo a fine seduta è stato contrastato: positive Milano (+1,06%) e Madrid (+0,44%), sul filo della parità Parigi (+0,07%), Londra (+0,25%) e Francoforte (-0,2%)
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