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Effetto Fed sui mercati, volano Borse e bond

È corsa ai titoli di Stato: il rendimento dei BTp scende all’1,18% – Dollaro in flessione
La decisione della Federal Reserve di mantenere invariato il costo del denaro al direttivo di settembre non ha sorpreso più di tanto gli investitori che da tempo avevano messo in conto un atteggiamento prudente da parte dei banchieri centrali Usa. Lo stesso dicasi del fatto che la Fed abbia dichiarato che le probabilità di un rialzo dei tassi entro l’anno si siano «rafforzate» dato che già prima del vertice il mercato dei derivati scontava una stretta non prima di dicembre. La novità è arrivata dalla revisione al ribasso delle stime sulla crescita dell’economia americana. Decisione che presuppone un atteggiamento più cauto nel «normalizzare» la politica monetaria. Se in precedenza si mettevano in conto tre rialzi dei tassi per il 2017 oggi si prevede che i ritocchi all’insù del costo del denaro saranno due.
È stato soprattutto alla luce di queste indicazioni che ieri il mercato ha reagito con un sostenuto rally di azioni e titoli di Stato. Per le obbligazioni governative in particolare è stata una giornata di forti acquisti in Europa. I rendimenti dei principali titoli di Stato hanno registrato la maggior flessione giornaliera dal referendum sulla Brexit. Il tasso del Bund tedesco a 10 anni, titolo di riferimento dell’intero mercato obbligazionario continentale, ha chiuso gli scambi a -0,08% riconfermandosi in territorio negativo e sui livelli di inizio mese. Movimenti analoghi si sono poi visti su altri titoli di Stato dell’Eurozona come i BTp italiani, il cui rendimento ha chiuso all’1,18%, ben lontano dai massimi (1,34%) delle ultime sedute, o i Bonos i cui tassi hanno toccato nel corso della giornata il minimo storico dello 0,89 per cento.
In una giornata le obbligazioni governative hanno riassorbito l’ondata di storni delle ultime settimane. Vendite, quelle che avevano recentemente colpito queste classi di investimento, innescate dalla convizione (reale o pretestuosa) che l’azione di stimolo delle banche centrali fosse arrivata ai limiti. La mossa della Bank of Japan, che ha rimodellato la propria strategia espansiva focalizzandola sul controllo dei rendimenti dei titoli di Stato (si veda Il Sole 24 Ore di giovedì 22 settembre) e l’atteggiamento prudente della Fed sul rialzo dei tassi hanno costretto gli investitori a rivedere le loro convinzioni. Questo ha condizionato le quotazioni dei titoli di Stato così come di diverse altre classi di investimento. Come le azioni, ieri molto gettonate in Europa con Parigi in rialzo del 2,27%, Francoforte del 2,20%, Madrid del 2%, Milano dell’1,76% e Londra dell’1,12 per cento.
Sul mercato valutario i segnali di prudenza sul rialzo dei tassi Fed hanno penalizzato la valuta Usa che ieri si è deprezzata rispetto a tutte le sue principali controparti. Il dollar index, che misura il tasso di cambio rispetto a un paniere delle principali divise, è tornato sui livelli di una settimana fa. Ne hanno tratto vantaggio in primo luogo le monete dei Paesi emergenti. Ma anche altre classi di investimento come le azioni e i bond. Ieri la Russia ha collocato sui mercati internazionali 1,25 miliardi di dollari di titoli con scadenza decennale raccogliendo un notevole riscontro tra gli investitori istituzionali europei. L’operazione di rifinanziamento è la prima dall’imposizione delle sanzioni internazionali legate alla guerra in Ucraina. Sempre ieri l’Argentina ha comunicato di aver dato mandato a Bbva, Bnp Paribas e Credit Suisse per emettere un’obbligazione denominata in euro per un ammontare di 500 milioni.
Queste le reazioni di giornata. Per il futuro gli interrogativi degli addetti ai lavori, oltre a cosa deciderà la Fed, riguardano la credibilità delle loro scelte. «Dopo aver visto sfumare ben 3 rialzi dei tassi dalle previsioni Fed nel corso dei primi nove mesi dell’anno – commenta commenta Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners – che fiducia può avere il mercato in quest’ultima indicazione, considerando che tra qui e dicembre ci sono le elezioni presidenziali, un evento che sfugge totalmente al suo controllo?».

Andrea Franceschi

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