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Effetto Expo, negozi e mutui Milano traina il mini-boom ma in periferia la crisi non passa

L’era del “Condorino” è finita. A Milano il vento è girato. La ripresa c’è, un pezzo della città — quello che se lo può permettere — ha ripreso a spendere. E Davide D’Alto, titolare di Bike Republic lungo l’Alzaia Naviglio Grande, sta rivedendo il suo assortimento di biciclette: Olanda e Condorino, le Ryanair a due ruote (si fa per dire, il prezzo è 240-260 euro), non tirano più. «La gente ha riaperto il portafoglio — racconta — . Fino all’anno scorso studiavano per ore i modelli più costosi. Per poi scegliere quelli low cost al momento di pagare ». Ora le gerarchie si sono ribaltate. Condorini & C. sono finiti nella parte più defilata del negozio. E in bella vista ci sono le bici da 360-390 euro — «ne vendo molte di più» — assieme a quelle elettriche (con prezzi a quattro cifre) «tornate di moda per i week-end in Liguria e Toscana».

Effetto Expo, ma non solo. «Milano è rinata» hanno certificato New York Times e Financial Times , abbagliati da grattacieli, archistar, Salone del Mobile e dalle fondazioni degli stilistimecenati. La ripresa meneghina però, vista dal basso, viaggia a due velocità. Velocissima su alcune spese voluttuarie e nei quartieri centrali o alla moda. Con il freno a mano tirato appena fuori dall’”Area C”, dove la crisi non ha mai smesso di mordere. Le cose, intendiamoci, vanno meglio rispetto al resto del paese: nel primo trimestre dell’anno l’industria lombarda ha creato 16mila nuovi posti di lavoro. La produzione sta crescendo da cinque trimestri (+0,2% l’ultimo). «A Milano tra gennaio e marzo sono nate 184 nuove imprese commerciali — calcola Erica Corti della Camera di Commercio — . Un +1%, rispetto al — 0,7% dell’Italia ».
La distribuzione della nuova ricchezza però è — molto Pikettyanamente — a macchia di leopardo. «Mi dispiace deluderla, ma qui le cose non sono migliorate — racconta Anna, cassiera alla Coop di via Arona, zona Sempione — . Si contano ancora i centesimi. La ripresa? Nonpervenuta. Salvo forse per il cibo biologico. Per il resto, si tira la cinghia». I dati confermano: lo scontrino medio battuto nei supermercati delle cooperative a Milano è rimasto stabile. E gli unici settori merceologici in positivo sono gli alimenti naturali e il cibo per animali di alta qualità. Cose, direbbero qui sotto la Madonnina, un po’ da sciuri. Per ritrovare la città dove il barometro è già sul bel tempo basta spostarsi qualche centinaio di metri verso il centro e l’Arco della Pace. «Sarà perché abbiamo lanciato un nuovo modello, ma quest’anno di gente qui in concessionaria se ne vede molta di più» assicurano alla Lario Auto di via Francesco Ferruccio, dove in vetrina ci sono Jaguar e Land Rover. C’è chi può, evidentemente. La Milano che non è mai arrivata nemmeno ai Condorini è ferma invece alle vacche magre. Per conferma basta bussare al Compro Oro “Magic Gold” di Viale Troja, circonvallazione esterna. «Di gente che viene a impegnare le sue gioie per pagare affitto e bollette ce n’è un filo meno — dice Ezio seduto dietro il bancone — . Ma poca roba. E forse perché non ha più nemmeno un braccialetto da piazzare».
Gli ottimisti suggeriscono di portare pazienza. Il mercato della casa — un termometro della ricchezza diffusa — dà segni di ripresa, dicono. «Ho passato metà della mattinata a dirottare clienti verso l’ufficio mutui» racconta Alessandra allo sportello Unicredit di Corso Vercelli. Dal primo gennaio all’8 maggio, la banca di Piazza Cordusio ne ha concessi 71 milioni solo a Milano, quanti ne aveva fatti in tutto il 2013. Inutile dire che anche qui il boom viaggia a due velocità. «Vuole la verità? Nel nostro quartier la crisi non è mai arrivata», raccontano all’agenzia Tempocasa di via Boni, zona Solari, dove trovare un metro quadro a meno di 5mila euro è utopia. L’apertura della bellissima Fondazione Prada nella zona industriale di Largo Isarco non è bastata invece a riportare il sorriso, due passi più in là, sul volto del titolare dell’Immobiliare San Luigi, tra lo scalo di Porta Romana e Piazza Corvetto. «Nel 2010 ci mettevo 2 mesi per vendere un appartamento. Ora ce ne vogliono anche otto. Il tutto malgrado abbia tagliato i prezzi del 20%». Siamo a poche centinaia di metri dall’ingresso nelle autostrade. La Milano con i danè non si è mai fermata in aree come questa (sbagliando, sono splendide). Massimo ci passa. Direzione mare per i week-end. Il traffico del sabato e domenica sulla Milano-Genova è aumentato nel 2015 del 2,7%. La crisi, per chi può permettersi il fine settimana in Riviera, è davvero finita.
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