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Effetto entrate, meno deficit Migliorano i conti pubblici

Al ministero dell’Economia continuano a vedere il bicchiere mezzo pieno. I dati di ieri dell’Istat sull’economia, con l’inflazione un po’ più sostenuta e le vendite al dettaglio sotto le attese, restano contrastanti, ma il ministro Pier Carlo Padoan continua a nutrire un moderato ottimismo. Probabilmente anche grazie all’andamento dei conti pubblici, tenuti sotto costante monitoraggio, come dimostra la circolare di ieri della Ragioneria, che ribadisce l’obbligo degli acquisti centralizzati per la pubblica amministrazione. Oggi arriveranno i dati sul fabbisogno del mese di agosto e dalle prime indicazioni si confermano numeri positivi, anche per il buon andamento delle entrate. 
Quelli che vengono dall’economia reale sono ancora un po’ fragili. A fronte di una crescita dei prezzi al consumo, saliti a luglio dello 0,2% sia rispetto al mese precedente che ad un anno prima, l’Istat ha registrato a giugno una flessione delle vendite al dettaglio dello 0,3% rispetto a maggio, anche se su base annua il commercio al dettaglio cresce dell’1,7% in valore e dell’1,1% in quantità.
Il dato più aggiornato sull’andamento delle vendite, elaborato da Centromarca, è migliore. «La tendenza positiva delle vendite per i prodotti di largo consumo si sta rafforzando» dice il vice direttore generale Roberto Bucaneve. «Nei primi sette mesi di quest’anno registriamo una crescita delle vendite pari al 2,2% in volume e al 2,5% in valore, rispetto ai primi sette mesi dell’anno scorso. È un dato è in accelerazione da mesi, e lo registriamo mentre la pressione promozionale si riduce. Segno che tra i consumatori non c’è più tanta preoccupazione sull’andamento dei prezzi, e questo può influenzare positivamente i consumi».
«Pur essendo ripartito un importante ciclo di acquisto di beni durevoli, fortemente penalizzati in passato, la propensione alla spesa stenta ad estendersi ai settori del consumo quotidiano, sebbene siano presenti segnali positivi nell’ambito dell’alimentare che lasciando prevedere una seconda parte dell’anno migliore della prima» sottolinea l’Ufficio studi della Confcommercio.
A luglio l’aumento dei prezzi sembra determinato da fattori più altro stagionali, anche se l’inflazione già acquisita per il 2015 sale allo 0,2%. Le vendite al dettaglio di giugno calcolate dall’Istat diminuiscono rispetto al mese precedente, ma registrano la variazione tendenziale più alta (1,7%) a partire dal mese di aprile del 2014. Nel secondo trimestre di quest’anno, inoltre, l’Istat ha registrato un incremento del fatturato nel settore dei servizi dell’1,3% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre rispetto al secondo trimestre 2014 la crescita è del 2,9%: più 3,8% nel commercio all’ingrosso, commercio e riparazione di auto e moto, 2,9% per servizi di alloggio e ristorazione.

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