Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Effetto Draghi su Borse e spread

Mario Draghi rassicura la platea, al di là dell’imprevista e colorita contestazione, sul quantitative easing e i mercati proseguono la loro marcia apparentemente inarrestabile: il piano di riacquisti continuerà infatti a detta del presidente almeno fino alla scadenza prevista (settembre 2016), mentre le voci su una possibile scarsità dei titoli da ritirare sono «leggermente esagerate». Tanto basta per far proseguire l’avanzata delle Borse (con Piazza Affari sugli scudi) e far riaffluire il denaro sui bond sovrani, compresi quelli della periferia europea (con il rendimento del decennale italiano di nuovo al di sotto di quello spagnolo). 
Non era una fra le conferenze stampa particolarmente attese, quella che si teneva ieri a Francoforte, non certo al livello delle due precedenti, ma le parole di Draghi a un mese dall’avvio del «qe» sono state ovviamente soppesate con cura dagli operatori. Ogni bilancio sugli effetti e sulla durata del piano è comunque prematuro, ha chiarito l’ex governatore della Banca d’Italia: sarebbe come se un maratoneta si chiedesse se sia tutto finito dopo un solo chilometro di corsa. Così come appare anche eccessivo parlare di possibili bolle speculative: «finora non ne abbiamo evidenza», ha sottolineato.
Gli effetti sull’azionario non si sono fatti attendere (anche se per la verità la giornata era già iniziata con il piede giusto): Milano ha messo a segno la performance migliore in Europa (+1,17%) sostenuta in modo particolare dai titoli del settore energetico (con il prezzo del petrolio ai massimi del 2015); a seguire Parigi (+0,7%) e Londra (+0,63%), mentre Francoforte ha ceduto quasi tutti i guadagni sul finale (+0,03%). Difficile dire se quest’ultimo movimento sia stato un riflesso di una possibile fuga di notizie sul declassamento che di lì a poco avrebbe colpito il debito della Grecia (da «B-» a «Ccc+» con outlook negativo secondo l’agenzia Standard & Poor’s). Sul tema Atene, peraltro, qualche ora prima Draghi aveva sottolineato di «non prendere nemmeno in considerazione l’ipotesi» di un default, mantenendo al tempo stesso il canale dei finanziamenti di emergenza (Emergency liquidity assistance, Ela) per le banche.
Anche per il reddito fisso è stata una nuova giornata da incorniciare, soprattutto per i titoli tedeschi che hanno registrato nuovi minimi storici: il Bund decennale rende ormai soltanto 10 centesimi e anche la scadenza 8 anni è finita in territorio negativo. Il tutto mentre Draghi ha ribadito di non avere per il momento intenzione di abbassare ulteriormente il tasso sui depositi (-0,20%) che rappresenta il limite al di sotto del quale la Bce non può acquistare. Giù anche i rendimenti italiani, con il BTp decennale a quota 1,24%, due centesimi in meno rispetto al corrispettivo bond spagnolo.
Da segnalare, sempre in tema di obbligazioni, che il Tesoro ha chiuso come previsto con un anticipo di mezza giornata il collocamento del nuovo BTp Italia a 8 anni per gli investitori privati. Finora sono stati raccolti 75.374 contratti con ordini per un controvalore complessivo per quasi 5,4 miliardi: abbastanza per migliorare il bilancio dell’emissione di ottobre e per sfiorare quota 100 miliardi nell’arco complessivo delle otto tranche del bond indicizzato all’inflazione del nostro Paese. Soglia che verrà certamente superata oggi, dato che dalle 9 alle 11 si aprirà la finestra per gli istituzionali sul Mot, il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana.
Nota conclusiva per l’euro, che ha oscillato per l’intera giornata, rafforzandosi leggermente sul finale ben sopra 1,06 dollari. Sul tema cambi, Draghi ha ribadito che non è un obiettivo di politica monetaria, ma riflette le differenti politiche monetarie (e i cicli economici) in atto nei diversi Paesi. Non è da sottovalutare, sotto questo aspetto, il peso che sul biglietto verde potrebbero aver esercitato ieri dati inferiori alle attese sia sulla produzione industriale, sia nella fiducia del settore manifatturiero Usa. Positiva anche Wall Street, in accelerazione dopo la diffusione del rapporto congiunturale «Beige book» della Federal Reserve che ha ricordato come il clima eccezionalmente rigido abbia condizionato una ripresa statunitense che resta «modesta» e «moderata» .
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa