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Effetto Draghi, borse su

Le borse tornano toniche nella scia delle decisioni della Bce, con il presidente Mario Draghi che ha rispettato le attese del mercato sul Qe. I dati macroeconomici sono passati in secondo piano: le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 10 mila unità a quota 233 mila, al di sotto del consenso degli economisti.

A Milano il Ftse Mib ha guadagnato l’1,61% a 22.807 punti. Bene anche Parigi (+1,50%), Francoforte (+1,39%) e Londra (+0,53%). A New York il Dow Jones avanzava dello 0,43% e il Nasdaq dello 0,09%. Lo spread Btp-Bund è sceso a 153.

A Piazza Affari rally per Stm (+11,96%, articolo a pagina 33). In positivo anche Campari (+3,32%) ed Enel (+3,32%). Fca (+2,92% a 14,82 euro) ha beneficiato dell’aumento del prezzo obiettivo da 25,3 a 25,5 euro da parte di Goldman Sachs, che ha confermato il titolo nella propria Conviction List Buy.

Denaro su Tenaris (+1,45%) grazie al piano di investimento della società petrolifera statale argentina Ypf, che ha lanciato un segnale positivo sulla visibilità della crescita in Argentina, mercato importante per il gruppo italiano nei prossimi anni. In progresso frazionale Eni (+0,87%) e Recordati (+0,25%).

In ordine sparso i bancari: Intesa Sanpaolo è salita dello 0,97%, Mediobanca dello 0,65% e Ubi B. dello 0,63%, mentre hanno perso terreno Bper (-0,05%), Unicredit (-0,17%) e Banco Bpm (-0,39%). Giù Moncler (-1,05%), che ha pagato la cessione del 3,34% del capitale da parte di Eurazeo.

Nel resto del listino in luce B.Mps (+3,91% a 4,728 euro): Mediobanca Securities ha riavviato la copertura sul titolo con rating neutral e prezzo obiettivo a 5 euro. In gran spolvero Bim (+17,34% a 0,67 euro), protagonista di un rimbalzo dopo il -41,56% di mercoledì: il titolo ha effettuato un movimento legato alla speculazione dopo l’annuncio della vendita al fondo Attestor e il ricorso al Tar presentato da Barents Re, che era anch’esso in corsa per l’istituto.

Nei cambi, l’euro è sceso sotto 1,17 dollari a 1,1698. Il cambio con lo yen è stato fissato a 133,39.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in leggero rialzo, con il Brent a 58,57 dollari (+13 centesimi) e il Wti a 52,39 (+21 cent). L’Arabia Saudita si è detta favorevole a un’estensione dei tagli produttivi anche dopo marzo 2018 per continuare a stabilizzare il mercato».

Le vendite hanno colpito l’oro, che cedeva 5 dollari a 1.273.

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