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Effetto Draghi anche per i Bonos: boom di domanda

Anche la Spagna beneficia dell’effetto Draghi. In un contesto di mercato molto favorevole per i titoli della periferia dell’Eurozona per via del rally dei BTp ieri Madrid ha raccolto 5 miliardi di titoli a 50 anni registrando oltre 65 miliardi di ordini. La cedola offerta è stata dell’1,45 per cento. Nel 2016, l’ultima volta che fu fatto un collocamento di titoli su scadenze tanto lunghe, la cedola fu del 3,45 per cento. La domanda di titoli a lunga scadenza, in particolare quelli emessi dai Paesi periferici dell’Eurozona, è sostenuta in questa fase. La scorsa settimana il Portogallo ha raccolto ordini per 40 miliardi di euro per i 3 miliardi del titolo a 30 anni che è stato piazzato ad un rendimento dell’1 per cento.

La fame di rendimento, in un contesto di mercato caratterizzato dalla propensione al rischio, continua a spingere gli investitori a riposizionarsi sul debito dei Paesi periferici. Un trend fotografato dall’exploit di domanda che si è registrato nei recenti collocamenti. Ma anche dai numeri del mercato secondario. Certo non c’è stato un rally come nel caso dei BTp, i cui rendimenti sono scesi di 15 punti base per effetto dell’incarico all’ex presidente della Bce. C’è stata più una stabilizzazione, o un leggero ribasso, visto che i tassi dei titoli di Spagna, Portogallo e Grecia non si sono mossi più di tanto rispetto ai livelli di una settimana fa. Ma si è trattato di una stabilizzazione comunque positiva in un contesto, quello del mercato del reddito fisso, caratterizzato da una risalita dei tassi dei Treasury americani sui livelli di marzo 2020. Un fatto che inevitabilmente ha favorito le vendite sui Bund tedeschi. A fronte di rendimenti poco mossi c’è stato quindi un calo degli spread. Quello spagnolo è sceso da 60 a 57 punti, quello portoghese da 54 a 52 mentre quello greco è salito da 116 a 122 ma solo per l’effetto tecnico del cambio di benchmark.

Certo il mercato continua ad essere favorito dagli acquisti del piano pandemico della Bce. Ma è anche vero – come fa notare Frederik Ducrozet, strategist di Pictet Wealth Management – che gli acquisti settimanali della Bce si sono recentemente ridotti scedendo sotto la soglia dei 15 miliardi di euro (contro i picchi di oltre 30 toccati nel 2020). Insomma, quanto visto nell’ultima settimana è soprattutto ”effetto Draghi”.

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