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Effetto cumulo per il premio Ace

Agevolazione Ace al raddoppio nei bilanci 2012. Nel calcolo dell’incentivo alla capitalizzazione introdotto dal decreto salva Italia, le imprese tengono conto di accantonamenti a riserva e versamenti dei soci effettuati sia nel 2011 che nel 2012. Per i conferimenti del 2011 scompare il ragguaglio temporale, che va invece introdotto per quelli dell’anno seguente. Al via, inoltre, l’utilizzo delle detassazioni riportate a nuovo per incapienza del reddito.
Nel bilancio dell’esercizio 2012, le società applicano per la seconda volta l’agevolazione Ace disciplinata dall’articolo 1 del Dl 201 del 2011, che prevede una deduzione dal reddito imponibile (Ires o Irpef) pari al 3% dell’incremento patrimoniale realizzato rispetto al 31 dicembre 2010. Le regole sono sostanzialmente quelle utilizzate lo scorso anno ma, per effetto del particolare meccanismo dell’incentivo (che prevede una stratificazione degli incrementi), le imprese che continuano a trattenere gli utili o a ricevere apporti dei soci fruiranno, nel modello Unico 2013, di un valore generalmente incrementato, se non raddoppiato. La base Ace che si è formata nel 2011, e su cui si è calcolato il bonus del 3% scalato nel modello Unico 2012, si cumula infatti con gli altri incrementi realizzati nel 2012, per formare il nuovo stock su cui applicare la percentuale. Se l’incremento 2011 era formato anche da apporti in denaro dei soci (aumenti di capitale, versamenti a fondo perduto o rinunce a crediti), il relativo importo, che lo scorso anno era stato ragguagliato ai giorni intercorsi tra la data del versamento e il 31 dicembre, viene ora assunto per intero con un conseguente effetto di favore. Ad esempio, se l’incremento del 2011 era costituito da utile 2010 destinato a riserva per 1.000 e da un versamento soci di 800, effettuato il 1° luglio (ragguaglio per sei mesi: 400), la base Ace era pari a 1.400. Per il 2012, supponendo che l’utile 2011 a riserva sia pari a 900, la base Ace passa a 2.700 (di cui 1.800 come incremento 2011 e 900 per il 2012). Eventuali versamenti ricevuti nel 2012, invece, vanno considerati a giorni.
Con il secondo anno, potrebbero presentarsi casi di modifica nel regime degli utili accantonati a riserva, laddove il regime di quest’ultima posta si sia modificato da indisponibile a disponibile (utili su cambi da valutazione che diventano realizzati) o viceversa. Ad esempio, se l’utile 2010 era stato destinato alla riserva straordinaria (con rilevanza, dunque, per l’Ace del 2011) e questa, nel 2012, viene impiegata per l’acquisto di azioni proprie (indisponibile), occorre rettificare in diminuzione la base ereditata dall’anno precedente dell’importo trasferito. In questi casi, secondo Assonime (circolare 17/2012), il vincolo di indisponibilità posto a una riserva creata (anche) con utili rilevanti per l’Ace va addossato prioritariamente a questi ultimi.
Nei calcoli del 2012 comincia a farsi più rilevante anche l’impatto delle riduzioni. Rilevano, in decremento della base Ace, le distribuzioni di riserve e i rimborsi di capitale effettuati nel biennio 2011-2012, per i quali l’impatto è sempre intero, senza dunque alcun ragguaglio temporale. Trovano applicazione, sempre su base biennale, anche le numerose sterilizzazioni antielusive, che riducono la base dell’agevolazione in modo definitivo: conferimenti a controllate, acquisti di aziende o partecipazioni di controllo da altre società del gruppo, conferimenti dall’estero. L’altra neutralizzazione, costituita dai crediti di finanziamento a società del gruppo si misura invece per masse confrontando il saldo del 31 dicembre 2012, con quello del 2010 e potrebbe dunque riassorbirsi. Nel conteggio della detassazione, dopo aver calcolato il 3% sulla base Ace stratificata 2011-2012, si può infine aggiungere anche l’eventuale deduzione non utilizzata in Unico 2012 in quanto eccedente il reddito imponibile.

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