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Effetto Brexit, la grande finanza ora sceglie New York

Anno 2018, fuga da Londra. Non siamo certamente al cupo mondo distopico del vecchio film di John Carpenter — 1997: fuga da New York — ma dopo la Brexit la comunità finanziaria globale prende sempre di più le distanze dalla Piazza londinese e fa rotta verso New York e Hong Kong.

A certificare l’arretramento della capitale britannica nelle preferenze dei signori globali del denaro — banche d’affari, gruppi assicurativi, società di servizi finanziari e asset management — è lo Z/Yen Global Financial Centres Index, un indicatore basato su una accurata indagine del livello di competitività dei primi 100 «hub» finanziari del mondo curata dagli economisti Mark Yeandle e Michael Minelli.

Secondo l’indagine, New York ha superato Londra nella classifica di centro finanziario più attrattivo del mondo perché la decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Unione europea obbliga le banche a trasferire posti di lavoro e competenze al di fuori della City per poter mantenere l’accesso al mercato unico europeo. L’analisi di Z/Yen group sottolinea che la Brexit costituisce la più grave sfida all’industria finanziaria della City dopo la crisi globale del 2007-2009 proprio per il rischio che le grandi istituzioni britanniche possano perdere l’accesso al principale blocco economico e commerciale del mondo, l’Ue. Nei sei mesi trascorsi dall’ultima edizione dell’indagine, Londra ha perso ben otto punti nello «score» di attrattività, il peggior risultato tra le piazze finanziarie che si contendono le prime posizioni. «Ogni giorno che passa ci avviciniamo alla data fatidica del 29 marzo prossimo senza sapere se Londra sarà in grado di condurre normali transazioni con gli altri centri finanziari europei», è stato il commento di Yeandle. Il peso dell’industria finanziaria sul Pil britannico raggiunge la ragguardevole cifra del 12% e il settore è il comparto che contribuisce maggiormente alle entrate fiscali del Regno. Uno studio della Reuters ha evidenziato che entro il prossimo mese di marzo almeno cinquemila nuove posizioni in campo bancario e assicurativo saranno trasferite da Londra o create ex novo nei paesi dell’Unione europea.

A trarre il maggior vantaggio dalla debolezza della City sono i due grandi «hub» globali di New York e di Hong Kong. L’ex città-stato e colonia britannica è distanziata oggi di appena tre punti nella classifica che vede Londra scivolare al secondo posto.

Ma anche le maggiori capitali economiche e finanziarie del Continente stanno rapidamente recuperando posizioni. Zurigo in sei mesi è passata dal 16esimo al nono posto, Francoforte dal 20esimo al decimo e Amsterdam dal 50esimo al 35esimo. Milano, purtroppo, non pervenuta.

«Il fatto è — ha commentato Alex Brazier della Bank of England — che qualunque sia l’esito della Brexit Londra rimarrà comunque un centro nevralgico della finanzia globale».

Marco Sabella

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