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Effetto bonus per il leasing

Dopo anni di caduta libera il leasing riprende quota. Il 2014 potrebbe – il condizionale è d’obbligo alla luce della frenata dell’export e delle previsioni diffuse la scorsa settimana dal CsC di Confindustria di una crescita piatta nei prossimi mesi – essere l’anno della ripresa per il mercato italiano del leasing.
Il primo semestre, secondo i dati di Assilea, associazione che raggruppa la quasi totalità degli operatori in Italia, ha visto ritornare il segno positivo accanto alle voci dei contratti stipulati e del valore del finanziato. I primi sono aumentati dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2013, superando le 157mila operazioni mentre il valore è in crescita e raggiunge i 7,7 miliardi, con un +7% per cento. Un’inversione di tendenza che arriva dopo anni di prolungata flessione.
È il ritorno della fiducia, un rinnovato interesse di professionisti e imprese verso questo strumento finanziario? In parte sì, ma il merito dell’inversione di tendenza è soprattutto da ricercare nelle semplificazioni fiscali introdotte dall’ultima legge di stabilità. Dal 1° gennaio l’investimento in leasing consente un ritorno fiscale più rapido rispetto all’acquisto in proprietà e per i professionisti è tornata la possibilità di dedurre i canoni dei contratti immobiliari. E il varo di un nuovo credito d’imposta, con il decreto legge 91 (si veda l’articolo più sotto), dovrebbe consolidare la tendenza.
Tra i cinque comparti monitorati, tre vengono considerati core: immobiliare, auto e strumentale. Quest’ultimo è il più importante in termini di valore, rappresenta quasi il 40% sul totale dello stipulato, oltre a essere un importante termometro del sentiment delle imprese. Nel periodo considerato sono stati siglati poco più di 69mila contratti (+8,7%) con un finanziato pari a 3 miliardi (+6,5%). Gli incrementi più sensibili sono stati registrati nelle fasce tra i 500mila euro e i 2,5 milioni e più. Insomma investimenti destinari a rinnovare il parco attrezzature e macchinari.
Più brillante la performance dei veicoli. Qui l’aumento è stato a due cifre, intorno al 14%, con uno stipulato che sfiora i 2,6 miliardi. Tra le varie categorie di mezzi finanziati spiccano le autovetture: hanno visto aumentare di oltre un quinto il valore superando di poco il miliardo. Un upgrade del parco auto perché il numero dei contratti di locazione è cresciuto meno, del 7,1 per cento.
Significativa la positiva dinamica dei veicoli commerciali e del leasing finalizzato al noleggio di medio termine: in entrambi i casi le variazioni sono a due cifre. Invece per quanto riguarda i veicoli industriali sono state stipulati poco più di 7.500 contratti (-3,6%) con un importo a oltre 636 milioni, in leggera ripresa.
Il comparto immobiliare si lascia alle spalle anni di penalizzazione fiscale e spicca il volo grazie all’effetto bonus. Oggi, sempre secondo i dati dell’ufficio studi di Assilea, è il più performante e, rispetto ai dodici mesi precedenti, cresce di oltre un terzo. Il valore degli investimenti supera i 1,9 miliardi, pari a un quarto del totale finanziato, mentre le stipule aumentano del 9 per cento.
È gelata per il comparto energia, dove tipicamente le operazioni sono finalizzate alla realizzazione di impianti fotovoltaici ed eolici. Per le rinnovabili lo stipulato precipita a 128,5 milioni (-79%), la peggiore performance del semestre. Negli ultimi anni quello delle rinnovabili è stato un mercato decisamente condizionato dagli incentivi. Dopo l’era dei vari conti energia la domanda di finanziamenti è crollata. Hanno un peso più ridotto, appena 80 milioni, l’aeronavale e il ferroviario. Praticamente azzerato il leasing nautico, quello legato al diporto. In passato, era il 2005 in termini assoluti questa sottocategoria valeva oltre 1,5 miliardi con un aumento del 22% sull’anno precedente.

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