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Effetto Berlino sui BTp, sale lo spread

La parola d’ordine sui mercati sembra essere una sola: vendere bond. È successo negli Usa dove il rendimento del Treasury decennale è salito ai massimi degli ultimi 14 mesi al 2,291%, si è ripetuto in Europa con il Bund tedesco tornato ad alzare la testa, trend analogo in Giappone. A scuotere il mercato dei titoli di Stato da Est a Ovest del pianeta, sono stati i segnali venuti dalle banche centrali in Giappone e negli Usa, pronte a mettere fine alle politiche di espansione monetaria, alla luce dei timidi segnali di ripresa dell’economia. Ora l’interrogativo è il timing con cui le banche centrali potrebebro iniziare ad invertire la rotta, ma il terreno è ormai segnato. In Europa si guarda alle udienze della corte costituzionale tedesca che deve esprimersi sulla legittimità dello scudo anti-spread della Bce.
Di questo sentiment di sell-off hanno risentito anche i titoli di Stato italiani che oggi devono fare i conti con l’asta dei BoT e domani con quella dei BTp su cui pesano inevitabilmente le incertezze della Corte costituzionale tedesca che deve decidere sulle operazioni Omt (Outright monetary transaction) di acquisto dei titoli di Stato europei da parte della Bce. Quanto basta per fare salire lo spread del BTp a dieci anni con il Bund tedesco il quale dopo aver toccato un massimo attorno ai 285 punti, ha chiuso la seduta a 277 centesimi da 262 di lunedì. In rialzo anche lo spread spagnolo che viaggia ormai fisso sopra i 300 punti (ieri ha chiuso a 307 centesimi).
In effetti ieri sono proseguite le vendite su tutti gli eurobond con la curva del BTp che ha pagato un rialzo dei tassi di circa 5 punti su tutte le scadenze. In rialzo anche anche il Bund tedesco al punto che il decennale ha superato l’1,60% di rendimento, sfiorando l’1,63% il massimo da febbraio.
Una volatilità dei mercati che si respira da qualche giorno, slegata dalla situazione contingente italiana, come ha tenuto a precisare ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni: «I mercati hanno un po’ di volatilità, ma che non c’entra nulla con la situazione italiana e quindi non vedo particolari pericoli».
Tuttavia, la volatilità peserà inevitabimente sull’asta di oggi da cui si attendono rendimenti in salita: per i BoT a 12 mesi che saranno collocati per un ammontare di 7 miliardi (in scadenza 7,475 miliardi), le attese degli operatori sono per un rendimento lordo vicino alla soglia dell’1 per cento. Rispetto all’asta di maggio, il rialzo dei tassi sarebbe nell’ordine dello 0,3%, dal momento che il mese scorso i BoT furono collocati allo 0,703 per cento. Sul grey market il titolo semestrale ieri oscillava intorno allo 0,95 per cento. Tassi in rialzo sono attesi anche per i BTp a 3 anni in emissione domani per un importo complessivo tra 2,5 e 3,5 miliardi: la scadenza triennale è sotto pressione e non è escluso che, in occasione dell’asta, si possano spuntare rendimenti intorno al 2,5% (1,92% nell’asta di maggio). In asta arrivano anche i BTp a 15 anni per un importo tra un miliardo e 1,5 miliardi. Nuove tranche, nella stessa asta, anche di CcTeu per un importo complessivo tra 2 e 3 miliardi.
Guardando all’asta di oggi, l’incognita che potrebbe penalizzare il collocamento dei BoT è il timing del collocamento, a ridosso della chiusura del semestre e questo potrebbe limitare le richieste delle tesorerie bancarie. Per quanto riguarda, invece, l’asta di domani sul medio-lungo termine le aspettative sono, anche in questo caso, per rendimenti in aumento (soprattutto sulla scadenza triennale). Meglio dovrebbe andare il BTp a 15 anni considerando che questa scadenza sta accusando meno di altri segmenti della curva il momento negativo di mercato. Interessante sarà anche vedere come andrà l’asta tedesca a 2 anni per un ammontare massimo di 5 miliardi: sul secondario i rendimenti ieri viaggiavano in rialzo superando la soglia dello 0,2% da 0,18% di lunedì.

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