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Effetto benzina, riparte il carovita

di Milena Vercellino

I prezzi dei carburanti infiammano la crescita dell'inflazione in un'Italia che, per il resto, marcia con il freno tirato. Ad agosto i prezzi al consumo hanno continuato ad avanzare sugli stessi ritmi di luglio, con un aumento su base mensile dello 0,3%. Rispetto all'agosto scorso, l'inflazione ha fatto registrare una crescita del 2,8%, in leggera accelerazione dal +2,7% di luglio. Il valore è decisamente superiore al target posto dalla Bce, che orienta la propria politica dei tassi al mantenimento di una dinamica dei prezzi prossima ma inferiore al +2%.
L'inflazione prosegue così sulla propria traiettoria nonostante la crescita del Pil italiano sia inchiodata su valori inferiori alla media europea, e gli indicatori macroeconomici – fiducia dei consumatori, occupazione, ordini all'industria – suggeriscano che anche nei prossimi mesi il prodotto interno arrancherà. L'Fmi prevede infatti per l'Italia una crescita nel 2011 pari all'1%. Con un Pil aumentato dello 0,7% nei primi mesi dell'anno, il calcolo è presto fatto: nel secondo semestre l'avanzata del Pil potrebbe assottigliarsi a un debole +0,3%.
Come a luglio, il principale propulsore dell'inflazione è stato l'aumento dei prezzi dei carburanti, +0,9% da luglio e +15,5% dall'agosto 2010 (era il 13,6% a luglio). Senza il traino al rialzo dei beni energetici, l'inflazione sarebbe stabile al 2,1%. In particolare, la benzina è aumentata su base mensile dell'1,1%, per un'impennata su base annuale del 16%. Il prezzo del gasolio per mezzi di trasporto ha messo a segno un balzo dell'1,4% da luglio, +20,3% su base annua. Infine, il prezzo del gasolio per riscaldamento è aumenta dello 0,8% da luglio e del 15,3% dall'agosto 2010.
Sempre ricalcando la dinamica già osservata a luglio, una seconda voce determinante nella corsa dei prezzi del paniere è quella dei trasporti. Il trasporto aereo è balzato rispetto all'agosto 2010 del 17,3%, per un +5,1% su base mensile. Più 1,1% da luglio, invece, per il trasporto ferroviario passeggeri, pari a un + 9,7% su base annua. E a rendere salato il conto dei vacanzieri si è aggiunta la decisa fiammata (+29,8% su mese, +61,% dall'agosto 2010) dei prezzi del trasporto marittimo. Come già osservato a luglio, in questo panorama di rincari il maggior argine al carovita viene dai campi. La frutta fresca costa come una anno fa ed il 2,4% in meno rispetto a luglio; i prezzi dei vegetali freschi sono diminuiti del 2,2% rispetto a luglio e dell'8,3% rispetto ad agosto 2010. Rialzi sostenuti si rilevano per il prezzo dello zucchero (+1,3%) e del caffè (+0,8%), cresciuti del 13,1% e del 13,5%. Male intonato con l'aumento dell'inflazione è l'altro dato Istat, relativo alla disoccupazione a luglio, che si attesta all'8,0%. Il dato è invariato rispetto a giugno, mentre su base annua scende dello 0,3%. Più allarmante la situazione dei giovani, nonostante il calo dello 0,2% della disoccupazione under 24 dallo scorso mese: ben il 27,6% dei giovani italiani è senza lavoro, contro il 20,5% (pari a 5,1 milioni) dei coetanei europei.

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