Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Effetto Bce su spread e tassi

Un rally impressionante, così violento da calmierare i tassi come mai si era visto prima. A provocarlo sono state le parole di Mario Draghi, che alle 12 di ieri ha affermato che «la Bce è pronta a fare tutto il necessario a preservare l’euro. E credetemi: sarà abbastanza».
Parole volutamente sibilline, che lasciano interrogativi aperti tra gli operatori. E che dovranno essere confermate da mosse all’altezza. Ma inequivocabili nella sostanza e sufficienti a generare una scossa nel mercato. Gli operatori in breve hanno invertito la rotta e acquistato in massa quei titoli di Stato periferici che proprio nei giorni precedenti erano finiti nella morsa della speculazione. L’effetto finale è questo: lo spread su 10 anni è sceso a 474 dai 518 punti del giorno prima, con il tasso del BTp settembre 2022 calato a quota 6,06% dal 6,46%. Ancora più forte il raffreddamento sulle scadenze ravvicinate, tradizionale termometro del rischio default di un paese. Il titolo di Stato a due anni (scadenza luglio 2014) ha visto atterrare il suo rendimento a quota 4,14% dai 4,93%, in frenata di quasi 80 punti base. Ma cali analoghi si sono visto anche su tutte le altre scadenze italiane, e così pure sui Bonos spagnoli, il cui decennale è sceso sotto il 7% (6,93%). La curva dei rendimenti italiani, benchè ancora in tensione, dopo giorni di rischio appiattimento, ha ripreso la sua fisiologica forma “in salita”.
Il movimento di ieri non è il frutto di un’ondata clamorosa di acquisti. Gli scambi sono apparsi superiori alla media del periodo (i lotti trattati sul future biennale sono stati circa 30mila contro i 19mila di media mensile) e hanno interessato sia i future che il mercato cash, ma è prematuro per parlare di vera inversione del trend. Quella di ieri è apparsa insomma come una parziale ricopertura delle tante posizioni corte che da mesi pesano sui titoli italiani. La sensazione è che gli investitori vogliano toccare con mano le novità senza dover ascoltare i consueti distinguo provenienti dai leader nordeuropei. «Gli acquisti di lungo periodo da parte dei grandi investitori istituzionali non si sono visti», confermano da uno dei principali trading desk obbligazionari italiani. E a conferma della cautela che ancora vige tra gli operatori basti pensare che il tradizionale contraltare ai titoli periferici, ovvero il Bund tedesco, non ha perso molto: il biennale tedesco ieri continuava a offrire un tasso negativo del -0,05%.
Le parole del presidente della Bce dovranno essere testate dunque nelle prossime sedute. E l’attesa è tutta rivolta alle decisioni che l’Eurotower prenderà presumibilmente in occasione del meeting del board previsto per il 2 agosto. Difficile dire con esattezza che cosa partorirà quel giorno il vertice della Bce. Di sicuro però, spiega un analista obbligazionario «se davvero si registrasse un intervento decisivo, come la riapertura del Securities markets programme, potremmo assistere al rientro di molti compratori che nei mesi scorsi hanno abbandonato i titoli italiani».
Poco prima del discorso di Draghi, il mercato faceva i conti con l’esito dell’asta dei CTz italiani. Un’asta, va detto, buona. È stato collocato l’ammontare massimo previsto, pari a 2,5 miliardi. La domanda è apparsa solida (il rapporto di copertura è stato a 1,78) e il rendimento offerto (pari al 4,86%, il massimo da novembre scorso) è stato superiore all’asta del mese precedente (4,712%) ma è rimasto comunque sotto la soglia psicologica del 5%. Oggi toccherà ai BoT semestrali (fino a 8,5 miliardi), il cui rendimento sul secondario ieri era pari al 2,2-2,3%. Difficile pensare che l’asta, pur in un clima che rimane molto volatile, non possa beneficiare delle frasi di Draghi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa