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«Effetti anche sui crediti esistenti»

Il successo delle misure appena varate dal Governo per la gestione delle sofferenze bancarie arriverà se tutti gli attori interessati sapranno fare sistema. È questo il messaggio chiave lanciato ieri da Pier Carlo Padoan e Andrea Orlando nell’incontro organizzato al Principe di Savoia di Milano con la comunità finanziaria.
Banche, investitori, advisor, revisori dei conti, studi legali: se tutti sapranno agire con la giusta sinergia il sistema del credito recupererà più velocemente forza e capacità di resilienza – è stato il ragionamento del ministro dell’Economia, che ha aperto l’incontro organizzato da JP Morgan e Mediobanca insieme con PWC e lo studio Chiomenti, Orrik &RCC. Padoan ha in particolare insistito sull’impatto atteso dai nuovi strumenti introdotti con il decreto 59/2016, appena inviato al Senato, non solo sui crediti futuri ma anche su quelli già contabilizzati.
Come il “patto marciano”, che consente l’introduzione in un contratto di finanziamento di una garanzia di cessione di immobili che, in caso di inadempimento, potranno entrare in possesso della banca con una procedura semplice e breve. O come il “pegno non possessorio”, che consente all’impresa di mantenere e utilizzare il bene dato in pegno per generare ricavi che gli consentiranno di ripagare i finanziamenti. Sono leve che, se colte per il giusto verso, potranno accelerare il decumulo dei crediti deteriorati, che nell’ultimo trimestre dell’anno scorso si sono ridotti per la prima volta dal 2008 (200 miliardi lordi, 83 al netto delle svalutazioni e gli accantonamenti a fronte di garanzie a copertura per 120 miliardi). Come ha spiegato Padoan il “patto marciano” consente alle parti di rinegoziare un finanziamento, mentre la gestione giudiziale delle controversie è influenzata dal flusso delle nuove sofferenze: «Con il miglioramento della congiuntura e l’introduzione del patto marciano – è stata la sua conclusione – noi ci aspettiamo un calo drastico del flusso di nuovi crediti deteriorati e pertanto i tempi di gestione dello stock dovrebbero ridursi».
Intanto dai mercati arrivano i primi segnali di conferma che la Garanzia per la cartolarizzazione delle sofferenze (la Gacs per le tranche senior) è uno strumento utile. Due giorni fa Padoan aveva citato l’operazione della Popolare di Bari, da 800 milioni. E a complemento della Gacs si svilupperà l’azione del Fondo Atlante – ha poi aggiunto Padoan – che potrà intervenire sia per ricapitalizzazioni sia nell’acquisto di tranche di Spv a sostegno dei bilanci delle banche appesantite da Npl.
Alla creazione di un «mercato dei crediti deteriorati», ha poi spiegato il Guardasigilli, Andrea Orlando, contribuiranno sia i nuovi trattamenti fiscali introdotti per le perdite sui crediti (i tempi di deducibilità sulle deferred tax asset si riducono da 5 a 1 anno) sia le misure di semplificazione e accelerazione delle procedure fallimentari.
Orlando ha sottolineato il valore del nuovo registro delle procedure di espropriazione forzata immobiliare, delle procedure di insolvenza e degli strumenti di gestione delle crisi. Strumenti che in altri contesti (gli Stati Uniti) si sono rivelati efficaci. Sull’accesso degli organi alle procedure concorsuali alle banche dati, per esempio, ora si prevede che curatore, commissario liquidatore e commissario giudiziale possano, su autorizzazione del giudice del procedimento, avvalersi delle disposizioni in materia di ricerca telematica dei beni da pignorare. Con l’uso degli strumenti telematici si punta a un’ulteriore accelerazione delle procedure concorsuali «anzitutto nella fase di costituzione del comitato dei creditori, ma anche nello svolgimento dell’udienza per l’accertamento del passivo del fallimento e, in fase di concordato preventivo, nell’adunanza dei creditori».
Funzionerà tutta questa nuova strumentazione? Dipende dalla volontà degli operatori, è stata la risposta dei due ministri, ben accolta dalla platea. Pier Carlo Padoan ieri ha citato «stime indipendenti» per dire che l’insieme delle misure di semplificazione e modifica delle procedure concorsuali varate dal 2015 in poi possono ridurre di tre anni i tempi medi di recupero dei crediti.

Davide Colombo

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