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«Editoria, il peggio è passato», balzo dell’informazione sul web

di Lorenzo Salvia

ROMA— Il peggio è passato ma ci sono ancora tanti problemi, nuovi e vecchi. La Fieg — la Federazione italiana editori giornali— presenta lo studio «la stampa in Italia 2008-2010» , dati e tabelle che dopo il tonfo del 2009 «introducono una nota di ottimismo e consentono di intravedere concrete possibilità di uscita dalla crisi» . Un segnale su tutti, il margine operativo lordo, indicatore della redditività delle aziende: nel 2009 era diventato negativo (meno 30,8 milioni di euro) nel 2010 è tornato positivo a 118 milioni di euro, vicino ai livelli pre crisi. Un risultato raggiunto non tanto grazie ai ricavi che nei primi nove mesi del 2010 sono saliti solo dello 0,6%. Ma soprattutto con la riduzione dei costi, in particolare quello del lavoro sceso del 9,5%. «Il miglioramento delle condizioni di gestione è un fatto importante — dice il presidente della Fieg Carlo Malinconico — ma va anche detto che le politiche di riduzione dei costi, nel medio lungo termine, possono essere controproducenti, circoscrivendo le possibilità di investimento e di adeguamento dei processi produttivi» . Adeguamento vuol dire soprattutto internet, settore che continua a crescere: in una giornata media una persona su due, tra quelle che navigano, vede siti gestiti dai giornali. Ma — sottolinea il rapporto— «per essere parte attiva dei processi di cambiamento in atto, le aziende editrici devono mantenere elevato il livello della qualità dei contenuti prodotti e articolare la loro produzione in rapporto alla molteplicità delle piattaforme. Finora lo hanno fatto da sole» . Sole davanti a quali problemi? Lo squilibrio della pubblicità a favore della tv, prima di tutto: in Italia la televisione conquista il 56%dell’intera torta, il doppio rispetto alla media dei Paesi avanzati. E il solco si sta allargando: nel 2010 gli investimenti pubblicitari sono tornati a crescere complessivamente del 3,8%, ma non per la stampa che ha perso un altro 4,3%. Una concorrenza, quella fra stampa e tv, tutt’altro che facile: il presidente della Fieg sottolinea lo «sconcerto per le iniziative del Tg1 che ha rimarcato la situazione di crisi della carta stampata, compito che sembra esulare dal compito di servizio pubblico» . Parole — dice Augusto Minzolini — che «fanno sorridere visto che la stampa è piena di faziosità contro il Tg1» . Problemi che non riguardano solo un settore economico ma le fondamenta della democrazia, visto che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricorda ancora una volta la «funzione essenziale che hanno l’indipendenza e il pluralismo dell’informazione» . La Fieg rinnova al governo la sua richiesta di incentivi. «La nostra attenzione è massima» dice il sottosegretario Gianni Letta ma «bisogna fare i conti con una congiuntura economica negativa che non sempre permette di soddisfare le richieste degli editori» .

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