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«Edison vuole investire un miliardo sull’Italia»

«Edison è pronta a investire in Italia 1 miliardo di euro nei prossimi 3 anni» , così Bruno Lescoeur, 59 anni, Amministratore Delegato Edison e presidente OME, Osservatorio mediterraneo per l’energia, a margine del workshop Ambrosetti e dopo un anno dal passaggio sotto il controllo del gigante francese Edf, che sembra aver ridato slancio e solidità al secondo gruppo energetico attivo in Italia, come dimostrano i risultati dell’ultimo semestre, chiuso con 152 milioni di euro di utile.
L’esperienza americana dello shale gas dimostra come la politica energetica sia un fattore determinante per il rilancio dell’economia. Concretamente quali pensa debbano essere le priorità dell’Italia per recuperare competitività?
L’Italia paga ogni anno una bolletta energetica di 60 miliardi di euro. È necessario intervenire per ridurre questa esposizione verso l’estero. Il primo passo è la valorizzazione delle riserve domestiche di idrocarburi. In Italia ci sono riserve certe per 146 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (TEP) e ulteriori 700 milioni di TEP di riserve stimate. La valorizzazione di queste riserve permetterebbe un raddoppio della produzione entro il 2020. Ciò si tradurrebbe immediatamente in un risparmio di 5 miliardi di euro sulla bolletta energetica del Paese e in entrate fiscali aggiuntive per 2,5 miliardi di euro, oltre che in nuova occupazione. Contestualmente l’Italia deve ottimizzare il proprio portafoglio di approvvigionamento gas e per questo è necessario continuare a investire in nuove infrastrutture di trasporto. Infine bisognerebbe bilanciare il mix produttivo, trovando un equilibrio fra fonti tradizionali, rinnovabili e misure di miglioramento dell’efficienza, senza ricorrere a sovvenzioni e incentivi, che inevitabilmente vanno a gravare sulla collettività e generano distorsioni.
Edison che ruolo intende svolgere in Italia?
Gli investimenti di Edison sono coerenti con questa visione. Il nostro obiettivo è incrementare la produzione nazionale di idrocarburi, sviluppare nuove infrastrutture nel settore del gas, come lo stoccaggio, opere fondamentali per garantire al sistema energetico del Paese la continuità durante i periodi di maggior domanda e nei mesi più freddi, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti grazie a relazioni di lungo periodo con alcuni dei principali paesi produttori di gas. Con le revisioni dei contratti gas long term concluse dal 2011 ad oggi abbiamo dimostrato che questo tipo di contratti sono la migliore garanzia di sicurezza di approvvigionamento a prezzi competitivi.
Ma tutto questo che vantaggi porterebbe alle imprese e alle famiglie?
Il meccanismo con cui queste azioni si traducono in benefici per le imprese e per le famiglie è quello del mercato libero, supportato da una politica di approvvigionamento competitivo. Dal 2008 a oggi il costo della componente energia in bolletta si è ridotto. Il prossimo passo è quello di stabilizzare il mercato, correggendo le distorsioni prodotte da una politica energetica troppo sbilanciata sugli incentivi. In quest’ottica credo che l’Europa debba giocare un ruolo chiave di indirizzo delle politiche energetiche. Come Edison siamo pronti a contribuire a questo dibattito.

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