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Edison, via allo spezzatino meno gas, più rinnovabili e servizi

Sempre più servizi rivolti a imprese e famiglie, sempre meno attività tradizionali legate agli idrocarburi. Con le offerte per lo “spezzatino” dei suoi asset principali, in arrivo a fine mese, prende corpo la “nuova” Edison, da anni tradizionale rivale dei leader di settore in Italia, di Eni nella vendita di gas e di Enel per l’elettricità.
Spinta dal calo della domanda di energia e dal boom delle rinnovabili, anche Edison – storico gruppo privato ora sotto il controllo del colosso francese Edf – è costretta a cambiare pelle. Per liberare risorse e rilanciarsi finanziariamente dopo due anni di conti in rosso, Edison parte dalle cessioni. Il gruppo guidato dal manager francese Marc Benayoun – già a capo della attività commerciali di Edf, arrivato nel gennaio 2015 – ha deciso di mettere in vendita alcune proprietà immobiliari, tra cui la sede centrale di Foro Buonaparte a Milano, gioiello del liberty: la formula è quella adottata da molte società, la cessione (a uno dei fondi sondati dalla banca d’affari Lazard) per il successivo riaffitto.
Sempre a fine aprile potrebbero arrivare le offerte (in questo caso vagliate da Banca Imi) per la cessione della quota di Edison nel rigassificatore al largo di Rovigo, dove l’utility possiede il 7,3% delle azioni nonché del gasdotto (circa 70 chilometri) che collega l’impianto alla rete nazionale gestita da Snam. Potrebbe essere proprio la società guidata da Marco Alverà, il naturale candidato per i due asset veneti. Secondo fonti finanziarie, Snam trovando un accordo sul prezzo – potrebbe essere interessata al gasdotto, mentre appare molto difficile che lo sia al rigassificatore. È vero che ha una capacità pari il 10% del fabbisogno italiano di gas naturale, ma la quota non è strategica e non ha una valenza industriale, visto che la gestione è in mano al socio di maggioranza, il gruppo americano Exxon-Mobil (70% delle azioni) che lo ha realizzato, mentre il resto è della società di Stato del Qatar che fornisce la materia prima.
Anche se al momento non è ufficialmente sul tavolo, Edison potrebbe presto lavorare anche al dossier centrali: un partner con il quale dividere le attività di produzione di energia sarebbe ben accetto e da tempo si parla di un possibile interessamento del fondo infrastrutturale F2i, che con Edison ha già in corso una joint venture nelle rinnovabili.
Uno degli obiettivi principali di Benayoun è riportare il bilancio 2017 in utile, dopo le ultime due stagioni chiuse in rosso (653 milioni di perdite nel 2016 e 1,2 miliardi l’anno precedente) e le due ancora precedenti appena al di sopra del pareggio. Oltre alle cessioni, la strategia passa dalle nuove fonti “verdi”: assieme a F2i vuole diventare il numero uno del settore eolico. Obiettivo confermato, nonostante la recente sconfitta per il controllo del gruppo Alerion: i fondi, in assemblea, hanno votato per la lista presentata dagli altoatesini di Fri-el.
Allo stesso modo, prosegue l’offerta di nuovi servizi alle famiglie e alle imprese. In questo caso, anche attraverso acquisizioni. Negli ultimi due mesi, Edison ha rilevato sia il 51% di “Assistenza casa”, filiale italiana del gruppo internazionale HomeService, che permette ai clienti dell’utility milanese – con qualche euro in più in bolletta – di ottenere servizi per le riparazioni di guasti domestici con squadre di pronto intervento, sia il 51% di Comat Energia, azienda che fornisce riscaldamento a una cinquantina di comuni piemontesi tramite i servizi di teleriscaldamento a biomasse. Operazioni che – assicurano in Edison – sono solo l’inizio della trasformazione in atto.

Luca Pagni

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