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Edison, via ai summit decisivi

di Simone Filippetti

Inizia la settimana cruciale per il riassetto di Edison. Venerdì il vertice Italia-Francia sancirà l'avvio ufficiale delle trattative per il divorzio tra Edf e i soci italiani da Edison che porterà a una spartizione di un'industria strategica (l'energia elettrica); ma sarà giovedì il giorno decisivo. Un «ingorgo istituzionale» di consigli, ben tre, darà la linea alla cordata italiana, linea che il ministro Paolo Romani farà poi propria per presentarla il giorno dopo sul tavolo ai francesi: per giovedì mattina, a Milano, è stato convocato un consiglio di gestione di A2A. A seguire, nel pomeriggio, sarà la volta del consigio di sorvaglianza della utility lombarda che è il playmaker, tra gli italiani, nella partita su Edison: le indicazioni del management saranno fatte proprie dall'organo di indirizzo dell'azienda. Lo stesso giorno, presumibilmente dopo che si sarà concluso il doppio-vertice di A2A, si vedranno anche i soci Delmi (dove oltre ad A2A medesima, siedono anche Iren, Sel e Dolomiti Energia): secondo indiscrezioni sarebbe stato convocato un direttivo della holding che riunisce gli italiani soci di Transalpina di Energia-Tde (il veicolo italo-francese che a sua volta detiene il 61% di Edison).

A logica il doppio consiglio servirà a vagliare tra le due opzioni sul tavolo: quella che uscirà vincente, dovrà poi essere condivisa con gli altri soci Delmi (di qui il mini-vertice della holding). Non è un passaggio banale perché fino ad ora gli italiani sono stati divisi: i soci Delmi tra di loro e a sua volta A2A al suo interno. Da giovedì lo scottante dossier Edison, che ha ripercussioni dirette sugli interessi nazionali, entrerà finalmente nel vivo, dopo sette mesi di dialogo a distanza, con una proposta-bozza che sarà la base con cui l'Italia andrà a trattare con Edf. Ora, il tempo stringe veramente: la data del 23 settembre, infatti, obbliga gli italiani a trovare quella posizione comune che a oggi è mancata. Dopo un primo summit interlocutorio (servito solo a ottenere la proroga, la seconda, del patto di sindacato di Tde), adesso gli italiani non possono presentarsi al secondo incontro senza nulla in mano. Sono dunque ore di intenso lavoro dentro A2A: la struttura di Renato Ravanelli, sta preparando i dettagli dei due piani su cui l'azienda si sta confrontando. Da una parte c'è il dossier Edison-Volta, il cosiddetto «Lodo Zuccoli», che vorrebbe portare Edipower (controllata di Edison che detiene centrali per 7.500 megawatt) tutta a proprietà italiana e che gode del favore della politica; dall'altra, invece, la spezzatino di Edipower (ossia la vecchia bozza di accordo che fu bocciata dal Governo e che sarebbe però da migliorare).

Da giovedì, in conclusione, gli italiani avranno una loro posizione in qualche modo "ufficiale", abbracciando uno dei due piani, e con quella il ministro potrà presentarsi a Edf. Ma il tira-e-molla, con i conseguenti ritardi, non sono intanto piaciuti ad alcune agenzie di rating: ieri Fitch, proprio sulla scia dell'ennesima proroga dei patti, ha tagliato il giudizio su Edison a «BBB-» e adesso la compagnia energetica è sul limite che separa i "buoni" dai "cattivi". Sotto la tripla B, infatti, inizia il territorio dei titoli a rischio, i cosiddetti «Junk Bond». L'azienda ha rpelicato che quel giudizio non ha valore per il mercato perché quello di Fitch è un rating «unsolicited (ossia non richiesto e quindi basato sulle sole informazioni pubbliche), mentre il rating ufficiale è quello S&P che per ora ha lasciato invariato il proprio giudizio e ha deciso di aspettare fino alla proroga per esprimersi.

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