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Edison, trovato l’accordo tra Edf e i soci italiani

di Simone Filippetti

Si sblocca la trattativa Italia-Francia su Edison. Il colosso energetico d'Oltralpe Edf e il fronte tricolore A2A-Iren, secondo quanto si apprende, avrebbero trovato una bozza di accordo. Il giorno del cruciale vertice per definire la separazione dei soci da Foro Buonaparte sembrava trascorso senza l'agognata intesa. E invece francesi e italiani, che da tempo vivono da separati in casa dentro Edison, hanno continuato a negoziare e alla fine, a tarda notte, è stata trovata una quadra. Le due parti avrebbero formulato proposte costruttive per definire un accordo da presentare ai rispettivi consigli di amministrazione. Da Parigi, dove si svolge il vertice, non filtrano notizie ufficiali, ma A2A ha diramato una nota a tarda sera interpretabile come una fumata bianca. Renato Ravanelli, il direttore generale di A2A colui che ha tirato le fila della trattativa con Edf, e Andrea Viero, l'uomo di Iren che fa da negoziatore aggiunto, sono rimasti seduti al tavolo con Thomas Piquemal, il loro corrispettivo francese. I due erano intenzionati a rimanere a Parigi per proseguire a oltranza le trattative. Un'intenzione letta come un segnale di apertura verso Edf, che obiettivamente parte da una posizione di forza nella trattativa: vuol dire che gli italiani sono disposti a trattare sull'impianto di accordo proposto da Edf e che in un primo momento aveva fatto infuriare A2A.

Sull'eventuale accordo non sono trapelate dettagli e in ogni caso l'intesa andrebbe ratificata dai consigli di A2A. Nel pomeriggio di ieri erano circolate indiscrezioni secondo cui gli italiani avrebbero segnato un punto a loro favore perchè pare che la trattativa ripartirà dalla cosiddetta «bozza di marzo», l'accordo preliminare (poi bloccato dal Governo italiano) che piaceva molto agli italiani. Secondo le medesime indiscrezioni, però, rimangono nodi da sciogliere tra cui le divisioni dentro Delmi, la holding che riunisce tutti i soci italiani di Edison, mossa da interessi diversi. La bozza francese prevede l'impegno a comprarsi il 30% di Edison in mano a Delmi e la conquista di tutta Edipower compensando gli italiani con la concessione di tutta Endes, il polo energetico delle rinnovabili. A Iren, più interessata a un accordo finanziario, piace la liquidazione offerta perché è sul 100% del pacchetto Delmi, mentre originariamente prevedeva il solo 25 per cento. A2A invece è fredda perché punta agli asset di Edipower che l'offerta francese non prevede. Di qui si spiega la stizzita reazione di A2A quando è arrivata la controproposta di Edf, bollata come «irricevibile». L'unico modo per uscire dall'empasse è trovare un accordo a metà strada tra le richieste francesi, che di fatto porterebbe Edison tutta sotto controllo francese con l'annessione del l'intera Edipower; e la vecchia bozza di marzo dove invece Edipower viene spezzetata e distribuita tra i soci. L'incontro di Parigi è stato oggetto di un'informativa al consiglio di sorveglianza di A2A, riunitosi ieri in mattinata. Il vicepresidente, Rosario Bifulco, ha spiegato che si tratta sulla «base di marzo migliorata dal punto di vista della put, non solo per quanto riguarda il valore ma anche per il tema della liquidabilità».

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