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Edison, più poteri agli italiani di A2a

di Luca Pagni

MILANO – Lo stop imposto dal governo al riassetto Edison soltanto lunedì scorso ha già prodotto risultati. Al momento non si tocca nulla: i patti di sindacato verranno rinnovati con tutta probabilità per un altro anno. Periodo in cui continueranno le trattative tra i soci forti del secondo gruppo dell´elettricità e del gas nel nostro paese, tra i francesi di Edf e le utility italiane guidate da A2a. E il nuovo assetto, come ha chiesto intervenendo in prima persona il ministro dell´Economia Giulio Tremonti, dovrà garantire i soci italiani nei confronti dei transalpini. In particolare, verrà introdotto un diritto di veto da assegnare al presidente di Edison, di nomina delle utility, sulle scelte strategiche della società.
Di tutto questo si è parlato ieri durante la riunione congiunta dei consigli di gestione e di sorveglianza di A2a, l´utility controllata dai comuni di Milano e di Brescia. Seduta informale in vista del cda di Edison previsto per lunedì prossimo. Avrebbe dovuto dare il via libera all´accordo generale con Edf: maggioranza azionaria ai francesi (al 50%), in cambio spacchettamento degli asset della controllata Edipower con gli italiani che prendono le centrali idroelettriche, mentre i cicli combinati a gas vanno ai francesi. Inoltre, per evitare che Edison e le utility continuino a farsi concorrenza, verrà creata una società comune per la vendita di energia elettrica e metano.
Un accordo raggiunto dopo mesi di difficili trattative ma che all´ultimo momento utile è stato stoppato da Tremonti. Lunedì scorso ha convocato i sindaci di Milano e Brescia nel capoluogo lombardo e, collegato telefonicamente con l´ad di Edf Henri Proglio, avrebbe espresso senza mezzi termini il suo pensiero: «In questo momento non voglio sentir parlare di questo accordo».
C´è chi ha visto nella mossa del ministro un tentativo di impedire il passaggio di una società di primo piano per il sistema paese in mani francesi. Ma come racconta uno dei consiglieri di A2a «l´intervento del ministro ha fatto vedere a Edf che gli italiani non sono soli nella trattativa e che il governo è dalla loro parte». O come ha detto il consigliere Bruno Caparini, un leghista indicato dal sindaco di Brescia nonché intimo di Umberto Bossi: «Non siamo schiavi di Roma né di Parigi».
Lunedì prossimo il cda di Edison – dove siede anche Proglio – dovrà prendere atto degli avvenimenti e sarà l´occasione per vedere quanto i francesi abbiamo digerito l´intervento a gamba tesa del governo italiano. Secondo alcune fonti, l´avrebbero presa malissimo. Ma ufficialmente non ci sono dichiarazioni in arrivo da Parigi. Sarà compito dei soci italiani spiegare ai vertici di Edf che, comunque, le trattative proseguono e che con qualche accorgimento l´accordo andrà in porto. Come ha fatto capire il presidente del consiglio di gestione di A2a Giuliano Zuccoli: «Il consiglio ha espresso la necessità di tenere aperti i canali e avere tutto il tempo per perfezionare gli accordi». Uno di questi perfezionamenti prevede la concessione al presidente di Edison, di nomina italiana, il potere di veto sulle scelte strategiche della società. Il che consentirebbe alle utility di incidere più di quanto non abbiamo fatto fino a ora.
La prospettiva di un rallentamento del riassetto, comunque, non ha giovato al titolo: in un mercato comunque al ribasso, le azioni Edison hanno perso il 2,4%, contro il meno 1,14 dell´indice principale.

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