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Edison, piano Edf senza Opa

di Francesca Basso

MILANO — L'unica cosa certa è che «ci vorrà più tempo» per la finalizzazione dell'intesa. A dirlo è il direttore finanziarlo di Edf, Thomas Piquemal, mentre illustra la proposta sul riassetto di Edison presentata ieri al direttore generale di A2A Renato Ravanelli, a una settimana dalla scadenza dei patti parasociali (il 31 ottobre).
Il piano di Edf, che vuole chiedere alla Consob l'esenzione dall'obbligo di Opa su Edison, è stato subito respinto come «irricevibile» dal presidente del Consiglio di sorveglianza di A2A Graziano Tarantini. Dichiarazione al termine di un incontro con l'assessore al Bilancio del Comune di Milano, Bruno Tabacci, che a sua volta l'ha definita una «boutade». In linea anche l'altro socio della multiutility lombarda, il Comune di Brescia. Perché, spiega Tarantini, non possiamo «svendere la società». La proposta francese prevede una put a tre anni a favore di Delmi, che raggruppa i soci italiani, cui fa capo il 30% di Edison, legandola a un prezzo basato sul multiplo di Ebitda di un campione di società quotate comparabili. Per Tarantini «la parte sulla put, così come è stata proposta, si può anche discutere». Ciò che non piace è la proposta sugli asset: Edipower, che nel piano di marzo veniva spacchettata tra francesi e italiani, rimarrebbe tutta a Edison, che cederebbe a Iren e ad A2A il 100% della controllata Edens (quarto produttore di energia da fonti rinnovabili in Italia) in cambio delle loro quote. Inoltre le due multiutility avrebbero il diritto fra tre anni di rilevare la centrale idroelettrica di Mese, in Valtellina. Questa soluzione però non soddisfa A2A — che ha come advisor Mediobanca e Cleary Gottlieb — perché la ritiene «industrialmente non valida». Per Tarantini «il problema è l'impostazione generale che non va bene. Della risposta di marzo non è rimasto niente se non qualche asset buttato lì». Più cauto, invece, il presidente di Iren Roberto Bazzano: «Sul piano del metodo è stato fatto un passo avanti, nella proposta c'è l'allineamento degli interessi di A2A e Iren in proporzione alle rispettive quote. Ora dobbiamo approfondire i contenuti». Oggi, comunque, è in programma un direttivo informale di Delmi, che affronterà la proposta francese. Sul tavolo, ha ricordato con un comunicato A2A, c'è ancora «l'ipotesi discussa nello scorso mese di marzo». Edf ha spiegato che la nuova proposta è un tentativo di rispondere «alle richieste italiane di liquidità» e di «creare il polo delle rinnovabili». Il governo italiano, che a marzo aveva bloccato l'accordo, è stato informato della nuova ipotesi. Ora la trattativa è entrata nel vivo. «Il nostro obiettivo — ha detto Piquemal — è avere il controllo operativo di Edison per portare avanti la strategia industriale. Non si può lasciare un'azienda di 4 mila persone nell'incertezza, ci sono in particolare da rinegoziare i contratti del gas, si deve andare avanti». Voci vicine al dossier prevedono che già oggi, a mercati chiusi, potrebbe arrivare l'annuncio di un'intesa poi da perfezionare.

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