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Edison è francese, centrali Edipower ad A2A e Iren

di Francesca Basso

MILANO — Ci siamo. Oggi è il giorno del divorzio: Edison, la più antica società di energia italiana, passerà ai francesi di Edf e la controllata Edipower andrà alla holding tricolore Delmi. Il closing dell'operazione è previsto entro il 30 giugno e il tutto è condizionato al via libera dell'Antitrust e alla risposta della Consob al quesito di Edf per l'Opa su Edison a 84 centesimi.
Ma la firma di oggi segna comunque una svolta e conclude il riassetto del gruppo di Foro Buonaparte durato quasi un anno. L'operazione (diversa) era stata bloccata nel marzo scorso dall'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti, in nome della difesa dell'italianità del secondo produttore di energia del Paese. Dopo una serrata trattativa tra il direttore finanziario di Edf Thomas Piquemal e il direttore generale di A2A Renato Ravanelli per Delmi (divisa al suo interno tra le diverse anime e con una combattiva Iren), l'intervento a più riprese della politica e alcuni colpi di scena, si è arrivati prima all'accordo di Santo Stefano e infine alle firme di oggi.
La Consob potrebbe esprimersi al più presto la prossima settimana. Intanto oggi saranno siglati i contratti definitivi. Delmi vende a Edf il proprio 50% di Transalpina di Energia, che controlla il 61,3% di Edison. A questa quota i francesi uniranno un 19,3% che li farà salire all'80,6%. Con il closing scatterà l'Opa. Delmi oggi acquisterà per 600 milioni la quota di Edipower, l'ex genco dell'Enel ricca di nove centrali termo-idroelettriche, in mano a Edison e per altri 200 milioni il 20% in mano ad Alpiq. L'intesa prevede anche che il gruppo di Foro Buonaparte fornisca per sei anni il 50% del fabbisogno di Edipower, con un miliardo di metri cubi di gas nel 2012 a prezzi di mercato anche se non sarà quello del «mercato spot». L'accordo su questo punto è stato raggiunto solo l'altra sera. «Non è un contratto take-or-pay — ha spiegato l'amministratore delegato di Edison Bruno Lescoeur — ma permette al produttore di elettricità di avere il livello di gas necessario per la sua generazione». Ora Delmi si trova tra le mani Edipower con il suo debito da 1,1 miliardi mentre per Edison la cessione dell'ex genco ha inciso negativamente sul risultato 2011 per 591 milioni, di cui 572 milioni di svalutazione. Adesso per Edf, A2A e Iren inizia la fase due.
 

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