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Edison al test Consob sull’Opa

di Cheo Condina

Conto alla rovescia per il verdetto della Consob sull'Opa Edison. La decisione della Commissione, ultimo tassello mancante per completare il riassetto di Foro Buonaparte, sarebbe ormai imminente e ci sono concrete possibilità, come riportato dall'agenzia IlSole24Ore-Radiocor, che arrivi prima di Pasqua. Nella serata di ieri, presso l'Autorità guidata da Giuseppe Vegas, si sarebbe tenuta una lunga riunione per valutare la congruità del prezzo offerto da Edf (0,84 euro per azione) per il 19,3% del capitale di Edison. Se la tempistica sembra ormai definita, resta tuttavia coperto dal più stretto riserbo l'orientamento della Commissione e ciò non fa che aumentare l'attesa delle parti interessate per una decisione che, in teoria, potrebbe rimescolare completamente le carte del divorzio italo-francese in Foro Buonaparte.
Edf, come noto, ha vincolato il closing dell'intesa, alla conferma da parte di Consob che l'Opa sul gruppo energetico avverrà a 0,84 euro per azione, ovvero lo stesso prezzo a cui i soci italiani guidati da A2A hanno venduto il 30,5% di Foro Buonaparte ai francesi. Un teorema, stando alle parti interessate, inconfutabile che tuttavia l'Autorità ha messo in discussione lo scorso 24 febbraio ventilando un eventuale rialzo del prezzo dell'Offerta. Un'ipotesi che gli esperti di Vegas hanno legato ad accertamenti sull'eventuale presenza di "altre operazioni correlate al passaggio di proprietà delle azioni Edison che potessero dare origine a una componente di remunerazione aggiuntiva". La Commissione, nello specifico, ha acceso un faro su due elementi, anch'essi facenti parte del riassetto di Edison. Innanzitutto, il prezzo di cessione del 50% di Edipower da parte della stessa Edison agli italiani, pari a 600 milioni. Un prezzo "legittimato" dalle perizie di tre advisor indipendenti ma che implica, si fa notare, una valorizzazione per la ex genco decisamente inferiore a quanto indicato nel bilancio Edison 2010 e soprattutto agli 1,45 miliardi stimati dal professor Maurizio Dallocchio per la nuova Edipower tutta italiana. Vero, quest'ultima è una perizia puramente contabile e svincolata dagli attuali valori di mercato, ma la discrasia dei valori avrebbe indotto la Commissione a una approfondita riflessione. Il secondo elemento messo sotto esame dalla Consob sono i contratti gas, che per sei anni, vedranno Foro Buonaparte soddisfare il 50% del fabbisogno della ex genco. Contratti che, sostengono le parti, verranno eseguiti a prezzi di mercato e su questo punto, dopo una massiccia richiesta di informazioni, sarebbero state fornite risposte adeguate. E' estremamente difficile, al momento, fare comunque previsioni sul verdetto dell'Autorità, la quale – nelle proprie valutazioni – non potrà neppure ignorare il sostanziale congelamento delle quotazioni di Edison (ieri a ridosso di 0,86 euro) a fronte del recente crollo, a Piazza Affari, delle altre società del settore.
Intanto, nella serata di ieri, il consiglio di amministrazione di Iren ha approvato il bilancio consolidato 2011 che vede ricavi a 3,52 miliardi (+3,8% rispetto all'anno scorso), un margine operativo lordo a 592 milioni (-1,6%) e una perdita di esercizio pari a 107,9 milioni. Al netto delle minusvalenze legate a Edison-Edipower (pari a 217 milioni) e alla partecipata Sinergie Italiane, il risultato netto sarebbe stato pari a 155 milioni. Anche a fronte di un indebitamento pari a 2,65 miliardi, il cda ha proposto un dividendo, quasi simbolico, pari a 0,013 euro (pari a un monte cedole di poco superiore a 15 milioni), in netto calo rispetto agli 0,085 euro del 2010.

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