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Edipower Edison-Edf, nuova proroga dei patti

di Simone Filippetti

Trattativa chiusa in Edison tra Italia e Francia. Solo in tarda serata i soci hanno trovato l'accordo per prorogare a dicembre la scadenza dei patti para sociali, che era prevista per ieri. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore l' accordo è tra il big francese Edf e la capofila Delmi, che raccoglie A2A, Iren, Mediobanca e Sel. Rimarrebbero, tuttavia, da definire alcuni punti per i quali si andrebbe a dicembre, in concomitanza con la decisione di Consob su un'eventuale Opa. Passi in avanti che permettono di sbloccare lo stallo.

Dopo una lunga giornata e aver scongiurato il pericolo dell'asta che penalizzerebbe gli italiani, l'accordo è stato trovato.

Di fatto il patto di sindacato che lega Edf e Delmi nella holding Transalpina di energia (Tde) si è formalmente sciolto, ma Renato Ravanelli, dg di A2A, l'uomo incaricato dagli italiani di trattare, e Thomas Piquemal, il corrispettivo francese, hanno proseguito il negoziato senza sosta.

C'è sempre stata, comunque, la volontà di trovare una soluzione e di chiudere entro i tempi, invece di alzare bandiera bianca. Che la strada fosse tutt'altro che in discesa era chiaro dal braccio di ferro sorto negli ultimi giorni, proprio a ridosso della scadenza del patto. Sul tappeto ci sono però vari nodi ancora irrisolti: dal rifinanziamento, e relativa allocazione, del debito di Edipower, alla governance e un'eventuale ricapitalizzazione di Edison, fino alla nomina dell'advisor che dovrà valutare congruamente gli asset in gioco. Punti rimasti aperti che finora hanno impedito la firma dell'accordo. Un'intesa avrebbe dovuto essere raggiunta già a fine ottobre (scadenza peraltro a sua volta prorogata rispetto al termine di metà settembre e a quello iniziale di marzo), ma Edf e Delmi si erano dati un mese di tempo in più.

Dopo l'ormai famoso summit di Parigi, Edf e Delmi avevano trovato, in extremis, una cornice condivisa su cui impostare le trattative vere e proprie: permanenza degli italiani in Edison ma scioglimento della holding Tde, concessione a Delmi di una put a tre anni, sul 100% delle azioni detenute, con un prezzo legato a certe soglie di Mol; spartizione di Edipower.

La soluzione più ovvia è la proroga, peraltro già ventilata nelle ultime ore: gli italiani l'hanno chiesta formalmente, i francesi non hanno alcuna intenzione di concederla (sarebbe la quarta, un po' troppo da accettare) e vogliono chiudere la partita subito, consapevoli peraltro di trattare da una posizione di maggior forza. Vuoi perché Edf non ha alcuna volontà di uscire da Edison, mentre gli italiani puntano a liquidare un investimento che non ha dato i risultati sperati. La tentazione del blitz più volte è stata accarezza dai francesi: in base agli accordi, se si scioglie il patto parte un'asta sugli asset Edison e vista l'incomparabile potenza di fuoco di Edf, Parigi potrebbe facilmente conquistare il campo.

Tuttavia la soluzione che starebbe prendendo piede è quella di un compromesso a metà strada: accordo entro la scadenza del 30 novembre, ritenuta definitiva e non ulteriormente prorogabile, come pretendono i francesi.

Ma ancora tempo supplementare, come invece chiede Delmi, per definire i dettagli. Si slitterà dunque a dicembre anche se sulla data non ci sarebbe ancora un giorno fissato: secondo Radiocor-Il Sole 24 Ore sarà metà mese.

A quanto riferito da alcune agenzie di stampa, i due soci hanno inoltre trovato un accordo sulla nomina, che verrà effettuata in futuro, del perito indipendente che dovrà esprimersi sulla ripartizione delle passività di Edipower. Resta invece da decidere il tema di un diritto di veto da concedere agli italiani sul capitale di Edison.

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