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Edilizia, torna la semplificazione

Via libera del Senato al decreto del fare con 190 sì, 67 no e un astenuto. Oggi si torna alla Camera per la terza e ultima lettura prima che il Parlamento chiuda i battenti dal 10 agosto al prossimo 6 settembre.
L’approvazione del decreto e delle oltre 70 modifiche apportate dalle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Palazzo Madama ha vissuto in Aula più di un momento di frizione e contrasto tra la stessa maggioranza e Governo: almeno due volte l’Esecutivo è stato battuto su due emendamenti firmati Pdl-Lega e relativi alle regole di accesso per il concorso in magistratura. In particolare sono state abolite le misure che consentivano a chi ha fatto uno stage presso gli uffici giudiziari, di poter accedere al concorso in magistratura. Due voti contrari alla volontà dell’Esecutivo che si vanno ad aggiungere a quello di martedì sera sull’ordine del giorno della Lega per lo stop alla tassa sui telefonini.
Non solo. Il Governo, per mano dei due relatori Anna Maria Bernini (Pdl) e Paolo Guerrieri Paleotti (Pd), ha poi rivisto la norma sulle sagome degli edifici. Norma su cui in commissione era stato battuto per mano di un emendamento Pd. Per ripristinare la semplificazione in edilizia privata, che consentirà con la sola Scia (segnalazione certificata di inizio attività) di demolire e ricostruire modificando le sagome degli edifici, è intervenuto in aula lo stesso ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Con il risultato che la maggioranza ha approvato la proposta sottoscritta dai relatori e che prevede il ripristino della norma licenziata da Montecitorio ma con alcuni vincoli per gli interventi nei centri storici. Forte pressing di Confindustria che ha lavorato per il ripristino delle norme di semplificazione.
La norma licenziata dal Senato impone ai Comuni di definire, entro il 30 giugno 2014, nell’ambito delle zone omogenee A (centri storici), le aree in cui non si può applicare la Scia per interventi di demolizione o ricostruzione che comportino modifiche della sagoma. Se i municipi non si attiveranno, in mancanza di intervento sostitutivo della Regione, la deliberazione sarà adottata da un Commissario nominato dal ministro delle Infrastrutture.
Per una semplificazione che torna, una complicazione che scompare. L’Aula ha bocciato con oltre 200 voti il tanto contestato Durt (Documento unitario di regolarità tributaria) da presentare negli appalti. C’è poi da registrare un «primo importante passo», come lo ha definito il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, sulla disciplina dei compensi ai manager: il taglio del 25% agli stipendi dei manager delle società pubbliche, al primo rinnovo di contratto, per presidenti e amministratori delegati delle società quotate e non quotate (si veda Il Sole 24 Ore di ieri).
Tra le modifiche approvate dal Senato l’estensione della legge Sabatini: gli investimenti in hardware, in software e in tecnologie digitali (oltre a macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa) saranno inseriti tra i beni per i quali le Pmi potranno fruire del credito agevolato (2,5 miliardi anticipati dalla Cdp). Sempre per le Pmi torna la riserva del 30% delle risorse per operazioni di contro-garanzia dei Confidi.
Inoltre addio al fax negli uffici pubblici, mentre per gli automobilisti lo sconto del 30% sulle multe scatterà, virtuosi e non, solo per chi paga entro 5 giorni. Confermata la norma che sospende fino a metà settembre il pagamento dei canoni per le spiagge, così come l’obbligo per gli enti territoriali di devolvere il 10% dei ricavati delle dismissioni di beni demaniali al Fondo riduzione del debito.

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