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Edilizia popolare con gli sgravi

Imposta di registro fissa ed esenzione dalle imposte ipocatastali sui trasferimenti, da parte dei comuni, delle aree ricomprese nell’ambito dei piani di edilizia economica e popolare (Peep): la legge n. 133/2014 ha ripristinato le agevolazioni già previste dall’art. 32 del dpr n. 601/73, che erano state cancellate dal dlgs n. 23/2011. Il regime di favore si può applicare anche agli atti di trasferimento in proprietà delle stesse aree che erano già state concesse dal comune in diritto di superficie. Questo per effetto dell’art. 20, comma 4-ter, del dl n. 133/2014, convertito dalla legge n. 164/2014, che ha ripristinato talune agevolazioni soppresse dal dlgs n. 23/2011, in particolare quelle dal citato art. 32 del dpr n. 601/73 in materia di edilizia economica e popolare. Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 17/E del 16 febbraio 2015, rispondendo al quesito di un contribuente che, dovendo stipulare con un comune una convenzione per il trasferimento in proprietà di un’area inclusa nel piano di zona consortile per l’edilizia economica e popolare, già concessa in diritto di superficie alla cooperativa che vi aveva realizzato un fabbricato assegnando ai soci la proprietà superficiaria degli alloggi, chiedeva di poter fruire dell’imposta di registro agevolata del 2% prevista per la prima casa, in luogo dell’aliquota ordinaria del 9%. Sul punto, la risposta dell’agenzia evidenzia che quand’anche sussistano i requisiti «prima casa» previsti dalla nota II-bis all’art. 1 della tariffa, parte prima, allegata al dpr n. 131/86, nella fattispecie l’agevolazione non può trovare ingresso perché si applica solo ai trasferimenti di «case di abitazione», escluse quelle di categoria A1, A8 e A9. Ciò premesso, l’Agenzia osserva che per gli atti di cessione in proprietà delle aree comprese nei piani approvati a norma della legge 167/1962, già concesse in diritto di superficie, l’art. 3, comma 81, della legge n. 549/1995 prevedeva l’imposta fissa di registro e l’esclusione dall’Iva. L’art. 10, comma 4, del dlgs n. 23/2011, tuttavia, con effetto dal 1° gennaio 2014 ha disposto la soppressione di tutte le esenzioni e agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi speciali, con riferimento agli atti costitutivi o traslativi di diritti reali su immobili a titolo oneroso. Di conseguenza, agli atti di cessione delle aree già concesse in diritto di superficie stipulati a partire dal 1° gennaio 2014 non si applica più l’imposta fissa di registro, ferma restando l’esclusione dall’Iva. L’art. 20, comma 4-ter, del dl n. 133/2014, ha però modificato l’art. 10, comma 4, del dlgs n. 23/2011, escludendo dalla soppressione delle agevolazioni talune previsioni di favore, fra cui quelle dell’art. 32 del dpr n. 601/1973, che prevede l’imposta di registro fissa e l’esenzione dalle imposte ipocatastali per gli atti di trasferimento della proprietà delle aree di cui al titolo III della legge n. 865 del 1971 e per gli atti di concessione del diritto di superficie sulle aree stesse. Sono state così ripristinate le agevolazioni sulle aree acquisite per esproprio dai comuni per l’attuazione dei piani di edilizia economica e popolare, concesse in diritto di superficie per la edificazione di case di tipo economico e popolare, agevolazioni che l’Agenzia ritiene applicabili anche agli atti di cessione delle stesse aree già concesse in diritto di superficie.

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