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Edilizia, compensazione per il caro-materiali

Al via le richieste di compensazioni per il caro materiali nelle costruzioni, da presentare entro il 9 dicembre alle stazioni appaltanti; l’aumento massimo dei rincari dei materiali è dei nastri in acciaio per manufatti e barriere stradali (+76,43%), quello minimo, oltre la soglia dell’8%, è dei radiatori in alluminio (8,11%). E’ quanto prevede il decreto ministeriale decreto 11 novembre 2021 recante «rilevazione delle variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, superiori all’8 per cento, verificatesi nel primo semestre dell’anno 2021, dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 23 novembre 2021.

Si tratta del decreto, atteso per il 31 ottobre scorso ma slittato di un paio di settimane al netto dei tempi di pubblicazione in Gazzetta, che consente di attivare le procedure per le richieste di compensazione previste dal decreto 30 settembre 2021 del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, recante «Modalità di utilizzo del Fondo per l’adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all’articolo 1 -septies, comma 8, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 258 del 28 ottobre 2021. E’ questo il decreto che prevede il fondo di 100 milioni di euro per l’anno 2021 per le compensazioni che potranno richiedere le imprese di costruzioni e che è ripartito in parti uguali alle piccole, medie e grandi imprese di costruzioni.

Il decreto 11 novembre, frutto del lavoro dell’apposita Commissione consultiva centrale per il rilevamento del costo dei materiali da costruzione,’ composta da rappresentanti del Ministero, delle stazioni appaltanti e degli operatori di settore, definisce quindi i materiali con rincari superiori all’8% nel primo semestre 2021 estrapolando, da un elenco di 56 prodotti, i 36 materiali con scostamenti superiori alla soglia dell’8%; un tetto che era stato in precedenza introdotto con un emendamento al decreto- legge «Sostegni-bis» (l’articolo 1-septies).

In particolare è l’articolo 1 a specificare che nell’allegato al decreto sono definiti sia i prezzi medi, per l’anno 2020, relativi ai materiali da costruzione più significativi, sia le variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, superiori all’8%, dei prezzi dei materiali da costruzione più significativi, verificatesi nel primo semestre dell’anno 2021, rispetto ai prezzi medi rilevati con riferimento all’anno 2020.

Il record dell’aumento dei prezzi rilevati è dei nastri in acciaio per manufatti e barriere stradali (+76,43%), dalle lamiere in acciaio (+59,37%) e dalle lamiere in Corten (+50,22%), le lamiere in acciaio per lattoneria (gronde, pluviali e relativi accessori al 45,33%, la rete elettrosaldata (44,21%)- con un aumento per i binari ferroviari di oltre il 31% .,il ferro acciaio tondo per demento armato (43,80%), il legname abete sotto misura (43,77%) ed altri materiali fino ai radiatori in alluminio (8,14 di aumento percentuale). Rimangono fuori diversi materiali utilizzati nel settore degli impianti e del legno.

Le richieste di compensazione da parte delle imprese andranno inviate alle stazioni appaltanti entro 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta del decreto 11 novembre, e quindi entro il nove dicembre. Gli operatori devono specificare «l’attestazione relativa all’importo definitivo ammesso a compensazione», la categoria Soa posseduta e «la dichiarazione comprovante l’insufficienza delle risorse finanziarie risultanti dal quadro economico».

La compensazione sarà definita applicando alla quantità dei singoli materiali, impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori dal primo gennaio 2021 al 30 giugno 2021, le variazioni rilevate dal Ministero. Le stazioni appaltanti dovranno provvedere al pagamento e, qualora dovessero dichiarare di non disporre delle risorse sufficienti, potranno usufruire del Fondo da 100 milioni di euro costituito presso il Mims ai sensi del decreto 30 settembre 2021.

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