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Edilizia, boom di fallimenti senza indennizzo

Raddoppiano i fallimenti immobiliari mentre i risarcimenti alle vittime arrivano con il contagocce. La situazione degli immobili «di carta» (ovvero quelli venduti dai costruttori prima di essere ultimati) è un’altra cartina di tornasole spietata della crisi che ha messo in ginocchio l’edilizia: dal 2008 al 2014, i casi di fallimenti nel settore immobiliare con costruzioni mai avviate o scheletri lasciati a metà sono aumentati del 49%, con un tasso di crescita annuo superiore al 10 per cento. Secondo l’ultimo aggiornamento elaborato con i dati Cerved da Assocond-Conafi (l’associazione che tutela le vittime dei fallimenti immobiliari) sono 11.607 i casi di crisi di aziende edili, dall’entrata a regime della legge di tutela nel 2006 fino al 2014 (si veda il grafico accanto) con una preoccupante accelerazione, appunto, a partire dal 2008. In tutto, le famiglie coinvolte sarebbero oltre 100mila, con danni stimati dall’associazione in 2,5 miliardi. A soffrire, in particolare, sono i territori più dinamici sotto il profilo delle nuove costruzioni: oltre la metà dei fallimenti immobiliari infatti si registra al Nord.
Ma il paradosso è che più crescono le vittime del fenomeno, più diminuiscono le tutele. Le speranze di riavere indietro almeno una parte dei risparmi perduti inseguendo il sogno di una casa sono infatti al lumicino. A distanza di dieci anni dalla sua istituzione, il Fondo fallimenti immobiliari gestito da Consap è riuscito a distribuire finora alle vittime solo 21,162 milioni, poco più del 2% delle richieste che ammontano a oltre 738 milioni di euro.
Facciamo un passo indietro: nel 2005 il decreto legislativo 122 impone per tutte le nuove costruzioni una fideiussione a garanzia di eventuali fallimenti e una polizza decennale postuma per vizi occulti dell’abitazione. Per sanare i «vecchi» fallimenti, nasce il Fondo di solidarietà Consap da alimentare con il 5 per mille delle nuove fideiussioni.
Ma il tasso di adempimento di quest’obbligo (non sanzionato) – calcola sempre Assocond Conafi – è intorno al 30 per cento. Di fatto, il Fondo finora ha raccolto 74,06 milioni. Una prima tranche da 59 milioni è già stata ripartita a inizio 2013. E a questa appartengono, appunto, i primi 21 milioni di indennizzi pagati finora, pari al 36% delle disponibilità.
Per gli altri 48 milioni i tempi sono del tutto aperti. A complicare la procedura ci sono molti ostacoli. Le richieste sono legate a situazioni risalenti nel tempo, che spesso quando arrivano al pagamento si sono modificate: «Molti richiedenti hanno nel frattempo acquistato l’immobile dal curatore fallimentare – spiega Giulio Ascioti, responsabile dipartimento Fondi di solidarietà di Consap – e in questo caso l’indennizzo va riparametrato». Questa situazione,peraltro, non è rara: per non vanificare del tutto gli acconti versati, spesso il cittadino «ricompra» l’immobile all’asta. Ma questo di fatto blocca la pratica e la lascia ancora aperta a lungo, in attesa dei nuovi calcoli. Delle 6.206 domande accolte (per un totale di 278 milioni di indennizzi richiesti) molte sono ancora in corso di pagamento, per documenti mancanti o perché, appunto ,da ricalcolare in seguito all’acquisto. «Dai 738 milioni di risarcimenti richiesti vanno poi sottratti circa 122 milioni di somme extra giudicate non risarcibili – precisa Ascioti – e circa mille richieste per un importo di oltre 64 milioni giudicate inammissibili». Il Fondo non copre infatti una serie di spese extra, come quelle, ad esempio, per rifiniture particolari richieste e pagate in anticipo dal promissario acquirente in fase di progetto.
Ma anche una volta superate le difficoltà burocratiche, per le vittime dei fallimenti immobiliari resta l’amarezza di scoprire che solo una minima parte delle somme versate al costruttore fallito tornerà indietro: con il decreto del 2013 sono stati ripartiti acconti che coprono appena l’8% delle richieste. Per capire che quasi nulla in più toccherà a chi attende da decenni basti pensare che da allora a oggi sul fondo sono arrivati, in tutto, solo altri 15 milioni.

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