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«Edf non ci ha messi all’angolo»

di Laura Galvagni

«La responsabilità di fare svalutazioni è del consiglio di amministrazione di Edison di cui io sono presidente, il consiglio di Edf ha effettuato in piena autonomia e in modo chiaro e trasparente solo un accantonamento che è una cosa ben diversa». Ha esordito così, il presidente del consiglio di gestione di A2A, Giuliano Zuccoli, a margine di un forum sull'Energia tenuto ieri all'Università Bocconi. Il manager, in questo modo, è voluto intervenire sul delicato tema dei potenziali aggiustamenti di valore degli asset presenti nel portafoglio di Foro Buonaparte, provando, in sostanza, a mettere un punto fermo: la mossa di Edf non influenza e non influenzerà in alcun modo le eventuali decisioni che verranno prese dal board di Edison il prossimo 14 marzo. Prima si dovrà valutare l'esito degli impairment test che il consulente Maurizio Dallocchio sta ultimando, disponibili ipoteticamente per la prossima settimana. Quindi alla luce del risultato, verranno prese le opportune contromisure. A2A, nel frattempo, dovrà considerare se operare degli accantonamenti, come ha fatto il partner francese.

Il tema, ha però assicurato Zuccoli, non influirà sulle trattative in corso per le modifiche al patto che governa Edison. Quel tavolo, si dice, avrebbe già prodotto i primi risultati, ancora coperti dal più stretto riserbo. Tanto che il manager ha voluto chiarire: «Mi chiedete se resterà tutto come prima e i patti verranno semplicemente allungati? Credo proprio di no». D'altra parte, Zuccoli ha anche aggiunto: «Sono anni che ripeto la stessa cosa: i patti parasociali di Edison vanno rivisitati. Con l'arrivo dei nuovi manager francesi c'è un clima migliore rispetto al passato e una forte coincidenza di valutazione fra noi e il nostro socio francese». Una coincidenza che, nei piani del presidente del consiglio di gestione di A2A, dovrebbe finalmente produrre quanto più volte auspicato dal manager: «La cordata italiana non è soddisfatta dei risultati di Edison e bisogna metterci le mani per attivare sinergie ed estrarre valore».

Da Zuccoli, poi, è arrivato una sorta di appello a non sottovalutare la forza di A2A in questa partita: «È sbagliato far apparire la cordata italiana come ininfluente, i soci italiani hanno un track record di dieci anni in questo settore». Vero, ma della cordata fanno parte anche partner finanziariamente deboli che auspicano di poter capitalizzare velocemente l'investimento. Forse anche per questo, Delmi, il veicolo italiano che controlla il 50% di Transalpina di Energia, sta cercando di coalizzare attorno a a sè una cordata composta da soggetti con forte disponibilità liquide, dalle fondazioni fino alla Cassa Depositi e Prestiti. Un progetto più volte oggetto di indiscrezioni ma che per ora non ha registrato alcun passo formale. Complice anche il fatto che fino a ieri, è mancato un appoggio istituzionale. Ora, il governo, sembra aver preso in mano il dossier tanto che sempre al Forum sull'Energia, il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia è tornato sul tema: «Su Edison il Governo ha acceso un faro: è fondamentale mantenere gli accordi originali che prevedono una governance paritetica». Quanto agli accantonamenti compiuti da Edf, Saglia ha commentato: «Era prevedibile ma non preannunciato. Su queste cose il governo deve essere preinformato. Vogliamo capire meglio ma allo stesso tempo non c'è nessuna guerra diplomatica sull'energia con la Francia anzi c'è massima sintonia».
 

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