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Edf e A2A prendono tempo su Edison

di Laura Galvagni

L'ultima parola la metterà il consiglio di amministrazione di Delmi convocato per oggi ma, dopo la lunga riunione in Edison di ieri e dopo un interminabile week end di trattativa, pare che soci italiani e soci francesi abbiano raggiunto un'intesa sul dossier. Non tanto in termini di contenuti del riassetto quanto sui tempi ancora necessari a definire l'accordo nel dettaglio: gli azionisti si concedono altri sei mesi. Per farlo non è stato deciso di prorogare l'attuale patto ma semplicemente di eliminare quella clausola contenuta nel sindacato che imponeva un sì o un no al rinnovo entro il 15 marzo. Insomma, l'accordo proseguirà fino alla sua scadenza naturale, con la speranza, però, che le regole vengano riscritte nel più breve tempo possibile e utilizzando come punto di partenza la bozza di progetto predisposta da A2A e Edf, soprattutto per quanto riguarda l'approccio industriale. In questo modo, i due gruppi assecondano anche i desiderata del ministro Giulio Tremonti che aveva chiesto ai due azionisti una sorta di pausa di riflessione per evitare di prendere frettolosamente decisioni che in qualche modo avrebbero potuto compromettere «l'italianità» dell'azienda.

Soci italiani e soci francesi avrebbero raggiunto un punto di incontro anche su un altro aspetto, ossia la governance temporanea di Edison. Come è noto, con l'assemblea di approvazione del bilancio scade l'attuale consiglio di amministrazione di Foro Buonaparte ed era quindi necessario stabilire fin da ora la linea da seguire in assise. Secondo quanto si è appreso la volontà sarebbe di mantenere più o meno l'attuale assetto di vertice, con qualche aggiustamento, affidandogli però un mandato a termine, si dice più o meno di un anno.

Quanto agli altri temi sul tavolo, verranno affrontati nei tempi e nei modi opportuni. La scaletta dei prossimi appuntamenti è ancora fitta di incontri. Dopo il cda di Delmi di oggi, domani si terrà un consiglio di amministrazione di Edison che dovrà convocare l'assemblea per l'elezione dei nuovi organi sociali. A seguire, sempre il board di Foro Buonaparte si riunirà lunedì 21 marzo per approvare i risultati di bilancio che ieri non sono passati al vaglio dei soci. Il cda, piuttosto, su suggerimento dei consiglieri indipendenti raccoglierà un terzo parere sull'analisi condotta da Maurizio Dallocchio circa le possibili svalutazioni da effettuare nel bilancio dell'azienda energetica. A mettere o meno il sigillo al documento predisposto da Dallocchio toccherà a Goldman Sachs e in questo senso già si raccolgono le prime voci circa la possibilità che possa essere raggiunto un compromesso tra le valutazioni del consulente, 210 milioni di aggiustamenti, e le considerazioni molto più aggressive di Edf.

La decisione, in ogni caso, verrà presa al prossimo board. Nel frattempo, Edison ha annunciato di aver avviato arbitrati con l'Eni per le forniture di gas libico e con Rasgas per il contratto a lungo termine con il Qatar. A questo punto, dei cinque contratti take or pay in essere, su uno, quello per il gas norvegese targato Eni, è stato trovato un accordo, mentre sugli altri tre (Eni in Libia, Gazprom e Rasgas), per complessivi 12,5 miliardi di metri cubi, si è deciso di procedere per vie legali. Ne resta fuori ancora uno, quello relativo al gas algerino da 2,1 miliardi di metri cubi, sul quale si continua a negoziare.

In ragione di ciò, la società ha fatto sapere che confida di uscire dalla procedura arbitrale a partire dal 2012, con «una ragionevole redditività» e con rimborsi «una tantum» che consentiranno di recuperare le perdite subite. Per questo, se il 2010 di Edison si chiuderà con risultati deludenti, il 2011 si prospetta peggiore. Dai contratti gas il gruppo si attende «un impatto negativo» di circa 200 milioni, che ridurrà l'ebitda 2011 a circa 900 milioni, contro gli 1,35 miliardi di quest'anno.

 

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