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«Edf, ci serve più tempo Rilevare Edipower? Si può»

di Francesca Basso

MILANO — Ancora tre giorni di tempo per trattare, mediare, riportare all'unità il fronte (sparso) degli azionisti italiani di Edison riuniti in Delmi. Perché quando lunedì il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani incontrerà il numero uno di Edf Heri Proglio per trovare una soluzione al riassetto del secondo produttore di energia elettrica del Paese che soddisfi i francesi (da mesi ormai al 50% di Edison) e gli italiani, dovrà mettere sul tavolo una proposta precisa.
Il consiglio di gestione di A2A ieri ha certificato il vertice come snodo fondamentale del percorso: «Restiamo aperti fino a lunedì in attesa dell'esito» ha annunciato il presidente Giuliano Zuccoli, al termine della riunione durata circa 3 ore. Una cosa è quasi certa per il numero uno del consiglio di gestione, lo slittamento della scadenza dei patti parasociali che regolano la governance di Foro Buonaparte oltre la data del 15 settembre. «Penso che la data sarà spostata e questo è uno degli elementi di cui dovremo tenere conto nella riunione di lunedì. È improbabile che entro il 15 si arrivi a una conclusione definitiva, ritengo anche improbabile, se si apre il tavolo, che si arrivi a un braccio di ferro tra governo italiano ed Edf». Del resto i francesi lo hanno ripetuto in più di un'occasione di volere andare contro Roma. Comunque, per Zuccoli il vertice di lunedì «è una piccola forzatura, sarebbe stato più logico un incontro governo con governo». Tuttavia «abbiamo preso atto con soddisfazione che oggi c'è un interlocutore come il ministro Romani che ha aperto il tavolo», ha proseguito Zuccoli negando però che A2A abbia conferito una delega al ministro sul dossier («assolutamente no»). Per la multiutility lombarda «il problema va risolto tenendo conto di due aspetti che vanno contemperati: da un lato l'interesse dell'azienda, che è per noi il punto di riferimento, dall'altro la strategicità delle attività di Edison e di Edipower».
In questa direzione va quella che in questi giorni è circolata come l'ipotesi Zuccoli: che i soci italiani di Edison rilevino Edipower, attualmente controllata al 50% da Foro Buonaparte (20% A2A e 10% Iren). Ma ieri il consiglio di gestione non l'ha «esplorata nei dettagli, non ne abbiamo discusso». Tuttavia in caso di una cessione a Delmi e dell'impatto sull'esposizione, Zuccoli ha precisato che A2A è «in una fase di grande recupero del debito l'abbiamo ridotto molto, non siamo fragili». Mentre su un possibile coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti e di Intesa Sanpaolo «per ora è tutto fermo, aspettiamo di valutare».
 

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