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Edf cerca il nuovo Ceo di Edison

di Simone Filippetti

Edf va alla ricerca di un amministratore delegato per Edison. È stato lo stesso numero uno del colosso francese. Henri Proglio, ad aprire ufficialmente i giochi nel fine settimana, sdoganando l'idea che la società milanese possa essere addirittura guidata da un italiano, nonostante sia ormai avviata a finire sotto il pieno controllo di Parigi.

In realtà la caccia per il dopo Bruno Lescoeur, l'attuale a.d. approdato solo pochi mesi fa sul ponte di comando di Edison, è già cominciata tempo fa: da mesi i francesi hanno messo in campo Egon Zehnder, i cacciatori di teste più quotati al mondo in grado di scovare super-ceo e manager per gli incarichi di più alto livello. L'identikit è quello di un manager ex Enel o ex Eni a cui affidare la compagnia post-riassetto. Se ne parlerà non prima del prossimo anno, quando scadrà il mandato di Lescoeur, ma il tema dell'ad inevitabilmente si sovrappone alle attuali trattative per il divorzio tra Edf e Delmi e il mercato si scalda: l'apertura a un manager locale viene vita come un'ulteriore concessione agli italiani a garanzia della volontà di non colonizzare Edison.

Sta di fatto che il toto-nomine è già partito e circolano indiscrezioni, non confermate, sui nomi di due possibili candidati: Stefano Cao e Massimo Orlandi. Il profilo di entrambi calzerebbe alla perfezione: Cao è un ex manager Eni, dove ha trascorso una carriera lunga tre decenni per poi approdare nel 2009 alla galassia Benetton come ad di Sintonia, la holding che raccoglie tutte le attività nelle infrastrutture del gruppo (da Atlantia agli Aeroporti di Roma). Ma ora, come hanno riportato recenti rumor di stampa, il rapporto tra la famiglia di Ponzano Veneto e il manager si sarebbe raffreddato. Tra l'altro Cao vanta una notevole esperienza nell'esplorazione e produzione (è stato il direttore generale della divisione E&P dell'Eni), il business a monte dell'industria degli idrocarburi, proprio quello che serve a Edison. Anche Orlandi potrebbe essere una figura ideale: l'attuale amministratore delegato di Sorgenia, la società di energie verdi e alternative del gruppo Cir di Carlo De Benedetti, viene proprio da Edison e quindi conosce bene la macchina. Un ceo italiano non sarebbe una sostituzione in corsa per Lescoeur. Da ambienti vicini a Parigi fanno sapere che non c'è nessun «siluramento» per l'attuale ad: quello dell francese, chiamato in sostituzione di Umberto Quadrino, è sempre stato un mandato ad interim. Lescoeur ha il compito di gestire un anno di transizione che si sta rivelando particolarmente difficile, tra mesi di incertezze sulla proprietà e bilanci in rosso.

Sullo sfondo resta da capire se e come partirà un'Opa su Edison. L'unica certezza è che l'Imperator Electricus prenderà il controllo di Edison una volta siglato l'accordo con Delmi. Da Parigi non vogliono fare un'Opa e semmai la lancerebbero a un prezzo «mini», la media semplice degli ultimi dodici mesi di Borsa (circa 0,84 euro). Un apposito quesito alla Consob, in merito all'esenzione e alla correttezza del prezzo, era atteso per ieri, ma non risulta sia stato consegnato.

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