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Ecoprogettazione ad ampio raggio

di Vincenzo Dragani  

Dal 23 marzo 2011 non solo i prodotti che “consumano” energia, ma tutti i prodotti “connessi” all'energia, ossia in grado di determinare attraverso il loro utilizzo consumi energetici (come porte e materiali isolanti), dovranno essere dai relativi fabbricanti (o importatori Ue) garantiti come beni progettati secondo specifici standard di compatibilità ambientale. Ad allargare il novero dei beni che dovranno avere prestazioni di risparmio energetico per poter essere commercializzati all'interno dell'Ue è il nuovo decreto legislativo 16 febbraio 2011, n. 15, recante attuazione della direttiva 2009/125/Ce sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti “connessi all'energia” e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana 8 marzo 2011, n. 55. Prodotti da certificare. L'ecoprogettazione dovrà riguardare, secondo il tenore del Dlgs 15/2011, qualsiasi bene che abbia un impatto sul consumo energetico durante l'utilizzo e che viene immesso sul mercato (ovvero messo in servizio) come bene finale, componente o sottounità di questi. La responsabilità dell'efficienza energetica dei prodotti dovrà essere garantita attraverso apposita marcatura “CE” e parallela “dichiarazione CE di conformità” dai fabbricanti o, in caso di provenienza dei beni da Paesi extra Ue, dai relativi importatori. Standard di ecoprogettazione. In base al nuovo Dlgs 15/2011 i criteri tecnici di efficienza energetica che i fabbricanti (ed importatori) dovranno avere come riferimento sono quelli recati dalle “norme di esecuzione” emanate dall'Unione europea in attuazione delle due citate direttive o con le “norme armonizzate” adottate da un Ente di normalizzazione ufficialmente riconosciuto dalla medesima Ue. Sistema sanzionatorio. A presidio del rispetto delle regole di ecoprogettazione per tutti i prodotti “connessi” all'energia il nuovo decreto legislativo 16 febbraio 2011, n. 15 (che dalla sua entrata in vigore manderà in soffitta il Dlgs 201/2007, emanato in attuazione della precedente direttiva 2005/32/Ce sull'ecoprogettazione obbligatoria dei soli prodotti che “consumano” energia) prevede un sistema di sanzioni amministrative (fino a centocinquantamila euro) che potrà essere reso operativo (tanto nella fase di contestazione dell'illecito quanto in quella dell'irrogazione della pena) direttamente dalle Camere di Commercio.

 



 

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