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Ecopedaggio, ora si fa sul serio

di Vincenzo Dragani  

Dall'ottobre 2013 pedaggi stradali maggiorati per i mezzi di trasporto merci a elevato inquinamento atmosferico e sonoro. Lo prevede la nuova direttiva 2011/76/Ue di riformulazione delle regole comunitarie sulla tassazione degli autoveicoli pesanti adibiti al trasferimento di beni. Il nuovo provvedimento, pubblicato sulla Guue del 14 ottobre 2011 (n. L269) e da tradurre sul piano nazionale entro il 16 ottobre 2013, declina sul settore dell'autotrasporto merci il principio del «chi inquina paga», attraverso l'internalizzazione dei costi supportati dagli stati per combattere l'inquinamento dell'aria e il rumore provocato dai mezzi ad alto impatto.

Automezzi interessati. L'upgrade dei costi riguarderà gli autoveicoli a motore e gli articolati con peso totale a pieno carico autorizzato superiore a 3,5 tonnellate usati o adibiti per il trasporto su strada di merci. Sarà però facoltà degli stati membri restringere il «range» dei mezzi colpiti prevedendo la tassazione dei soli veicoli con peso uguale o superiore a 12 tonnellate. Esenti i veicoli conformi alle norme «euro» più rigorose in materia di emissioni ma solo fino a quattro anni dopo le date di applicazione delle rispettive normative comunitarie.

Costi per le imprese. Due i parametri che l'Ue pone alla base dei nuovi «ecopedaggi»: durata dell'utilizzo dell'infrastruttura e capacità inquinante dei mezzi. Il calcolo degli oneri economici da porre a carico dei veicoli dovrà dagli stati membri essere effettuato utilizzando le formule elaborate dall'Ue e allegate alla nuova direttiva 2011/76/Ue. Per l'inquinamento atmosferico si terranno in considerazione i fattori di emissione della categoria cui gli automezzi appartengono, per quello acustico il livello di rumore rilevato nei punti di esposizione (e, ove esistano, dietro le barriere antirumore). Maggiorazioni potranno essere previste per il transito su tratti stradali specifici a elevata congestione e su infrastrutture situate in regioni montane.

Riscossione e utilizzo degli introiti. Per evitare interruzioni del traffico e impatti negativi sull'ambiente la nuova direttiva 2011/76/Ue chiede agli stati membri di privilegiare, ove possibile, sistemi elettronici di riscossione dei pedaggi (secondo le regole tecniche dettate dalla direttiva 2004/52/Ce). Vincoli rigidi, invece, per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse raccolte mediante gli ecopedaggi: dovranno infatti essere utilizzate per interventi diretti alla riduzione dell'inquinamento (agendo sia sulle fonti che sugli effetti) e al miglioramento della circolazione tramite potenziamento delle attuali strutture o realizzazione di nuove e alternative infrastrutture. Tecnicamente, le nuove regole antinquinamento sono dalla direttiva 2011/76/Ue introdotte nell'Ordinamento giuridico comunitario attraverso la modifica della direttiva 1999/62/Ce recante «norme sulla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'uso di alcune infrastrutture» (Guue 20 luglio 1999, n. L187).

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