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Economia nella morsa del Covid La Fed va avanti con gli acquisti

Tassi fermi, acquisti di titoli confermati. Nella prima riunione del 2021, che coincide con l’inizio dell’amministrazione Biden, il Comitato di politica monetaria (Fomc) della Federal reserve non cambia rotta.

Troppo presto perché la campagna vaccinale appena iniziata riduca l’incertezza sull’evoluzione della crisi pandemica, ma anche per considerare un fatto ineluttabile il nuovo piano di stimolo da 1.900 miliardi che il nuovo presidente si appresta a far votare (non senza qualche difficoltà al Senato).

Marginali anche i cambiamenti nella diagnosi della situazione economica, contenuta nella prima parte del comunicato ufficiale. La Fed registra un rallentamento dell’attività economica e dell’andamento dell’occupazione, soprattutto nei settori più legati alla pandemia. Il settore edilizio, ha però notato in conferenza stampa il presidente Jerome Powell, ha più che recuperato i livelli precrisi, grazie ai bassi tassi sui mutui, mentre il settore manifatturiero ha segnato una parziale ripresa.

La Fed introduce il tema dei vaccini nel ricordare che l’andamento dell’economia seguirà quello dell’epidemia: «Dipenderà significativamente – scrive la Banca centrale Usa – dal decorso del virus compresi i progressi sulle vaccinazioni». Scompare però, significativamente, un riferimento temporale a proposito degli effetti del Covid: la malattia continuerà a pesare sull’economia, sull’occupazione e sull’inflazione «nel breve termine», spiegava il comunicato di dicembre; un’indicazione che invece è scomparsa nella nota ufficiale di gennaio. Così come è scomparso il riferimento al «medio termine» in riferimento ai rischi creati dal virus. Powell ha in ogni caso precisato che «diversi sviluppi puntano a migliorate prospettive» per i prossimi mesi di quest’anno, anche se «non dovremmo sottovalutare le sfide che abbiamo di fronte».

Invariata sotto tutti i punti di vista la politica monetaria: tassi a quota 0-0,25%, fermi fino a quando occupazione e inflazione non raggiungeranno gli obiettivi. Confermati anche gli acquisti di titoli di stato per 80 miliardi di dollari mensili e di asset-backed securities per 40 miliardi. La Fed resta pronta ad ampliare la propria manovra nel caso emergesse il rischio di non poter cogliere i propri bersagli: sul mercato del lavoro, sull’inflazione. Compresa, in questo caso, la riduzione degli effetti duraturi dell’epidemia. La decisione è stata presa, anche in questo caso, all’unanimità.

Nessuna preoccupazione è stata manifestata per il rialzo dei rendimenti dei titoli a dieci anni e più. «Le condizioni finanziarie si sono notevolmente allentate da marzo», ha detto Powell nell’introdurre la conferenza stampa. Allo stesso modo, il presidente non ha voluto commentare il recente rapido rialzo delle Borse Usa: l’obiettivo della stabilità finanziaria, ha precisato, deve essere colto con strumenti macroprudenziali e non con la politica monetaria classica.

Sulla politica fiscale, Powell ha ricordato che finora è stata «forte» e «sostenuta». Sui piani di Biden non si è espresso: «La valutazione su quanto spendere e in che modo è competenza dell’amministrazione e del Congresso e non della Fed». Proprio nell’introdurre questa manifestazione di rispetto istituzionale per le prerogative degli altri poteri federali, il presidente ha voluto sottolineare che «siamo molto lontani da una piena ripresa. Qualcosa come nove milioni di persone restano senza lavoro come conseguenza della pandemia. È lo stesso numero di persone che ha perso il lavoro nel momento più duro della crisi della grande recessione. Molte piccole imprese sono sotto pressione e altre necessità devono essere affrontate. Il cammino avanti a noi è ancora incerto». Una sorta di implicito, indiretto sostegno. Per gli stessi motivi, Powell ha giudicato «prematuro» ogni discorso su tempi e modalità dell’exit strategy dall’attuale fase di politica monetaria ultraespansiva.

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